#303 Abbondanza
Parte della grafica che si estende oltre la linea di taglio o di fustella. Serve a evitare bordi bianchi o filetti indesiderati quando il taglio si sposta leggermente rispetto alla stampa, cosa normale nella produzione industriale.
Faberpack, giorno per giorno
Il packaging conta. Anche quando fai finta di no.
735 parole del mestiere: materiali, barriere, stampa, formati, etichette, norme e commercio. Su LinkedIn ne arrivano due al giorno, con il loro numero; qui ci sono tutte.
735 parole, in ordine alfabetico
Parte della grafica che si estende oltre la linea di taglio o di fustella. Serve a evitare bordi bianchi o filetti indesiderati quando il taglio si sposta leggermente rispetto alla stampa, cosa normale nella produzione industriale.
Materiale ottenuto unendo due o più supporti, come film, carta o alluminio, con un adesivo o con un polimero estruso. Ogni strato porta una funzione, così l'insieme raggiunge prestazioni che nessun materiale da solo garantisce.
Laminazione con adesivi dispersi in acqua, che viene asciugata prima dell'unione dei materiali. Riduce le emissioni di solventi ed è adatta a molte strutture per alimenti secchi; per usi più gravosi va verificata la resistenza ottenuta.
Laminazione in cui l'adesivo, a solvente o a base acqua, viene steso su un materiale e asciugato in forno prima di unirlo all'altro tra rulli caldi in pressione. È il metodo tipico per i film non porosi; si distingue dall'accoppiatura a umido e da quella senza solvente.
Laminazione in cui due materiali vengono uniti con un adesivo sciolto in solventi, che evaporano in un forno prima della pressatura. Dà alte prestazioni anche per usi gravosi e richiede impianti di recupero o abbattimento dei solventi e il controllo dei residui.
Accoppiamento con adesivo ad acqua, unendo i supporti mentre la colla è ancora umida. Funziona quando almeno uno dei due è poroso, come la carta, che lascia evaporare l'acqua; è tipica degli accoppiati carta/alluminio.
Indicazione che la confezione può andare in forno tradizionale insieme all'alimento, entro le condizioni di temperatura e tempo previste dal produttore. Riguarda vaschette e materiali progettati per resistere al calore senza deformarsi né cedere sostanze.
Simbolo che indica che il contenitore può essere usato nel forno a microonde per scaldare l'alimento. Il materiale deve resistere al calore del cibo, non contenere parti metalliche non adatte e rispettare le norme sul contatto con gli alimenti.
Additivo inserito nel film che migra in superficie e riduce l'attrito, così il materiale scorre bene sulla confezionatrice e le buste si aprono facilmente. In eccesso può disturbare stampa, accoppiamento e saldatura, quindi va dosato con cura.
Adesivo che si stacca in acqua calda o in soluzione di lavaggio, lasciando il contenitore pulito. Serve per bottiglie, cassette e contenitori riutilizzabili che vengono lavati e rietichettati a ogni ciclo.
Adesivo formulato per aderire e mantenere la presa a temperature molto basse, anche su superfici fredde o con condensa. È indispensabile per le etichette di surgelati, gelati e prodotti della catena del freddo.
Adesivo studiato per non staccarsi più dopo l'applicazione, tanto che rimuovere l'etichetta la strappa o la danneggia. Si usa per etichette di prodotto, sicurezza e tracciabilità, che devono restare integre per tutta la vita della confezione.
Adesivo che permette di staccare l'etichetta senza lasciare residui né danneggiare la superficie, almeno per un certo periodo dopo l'applicazione. Si usa per prezzi, promozioni ed etichette su vetro, ceramica o apparecchi elettronici.
Calendario degli incontri fissati prima e durante la fiera, con orari, persone e argomenti. Preparato in anticipo, consente di dedicare il tempo ai clienti e ai contatti più importanti invece di affidarsi solo a chi passa davanti allo stand.
Professionista autonomo che, in modo stabile e in una zona determinata, promuove i prodotti e negozia contratti per conto di una o più aziende rappresentate, ed è retribuito a provvigione. Non compra la merce: la vendita avviene tra il cliente e l'azienda.
L'agente di commercio promuove i prodotti e tratta per conto delle aziende che rappresenta, senza comprarli, ed è pagato a provvigione. Il distributore invece acquista la merce e la rivende a proprio nome, assumendosi il rischio e fissando il prezzo di vendita.
Lembi del cartoncino che, piegati e inseriti, chiudono l'apertura superiore o inferiore dell'astuccio. Possono essere a incastro, con linguetta di tenuta o incollati, e influenzano facilità d'apertura, sicurezza ed evidenza di manomissione.
Riduzione del peso di un imballaggio a parità di funzione, con spessori o grammature minori, materiali più performanti o forme ottimizzate. Riduce materia e trasporti, ma va verificata su tenuta, rigidità e comportamento in macchina.
Le sostanze che provocano allergie o intolleranze indicate dalla normativa europea devono risaltare nell'elenco degli ingredienti con un carattere diverso, ad esempio grassetto, maiuscolo o sottolineato. Lo spazio sulla confezione va previsto fin dalla grafica.
Foglio sottile di alluminio laccato a colori e goffrato, cioè con un disegno in rilievo, usato per avvolgere praline, figure e cioccolatini. Mantiene la piega senza riaprirsi, protegge da luce e odori e dà un aspetto prezioso alla confezione.
Il crudo esce dalla laminazione rigido e incrudito; il ricotto viene scaldato in forno e diventa morbido, duttile e pulito dagli oli di laminazione. Negli imballi flessibili si usa di norma il ricotto, che tiene la piega e si accoppia bene.
Gamma di spessori del foglio di alluminio più usati negli accoppiati flessibili; 6,35 µm corrisponde a un quarto di millesimo di pollice. Gli spessori più bassi riducono peso e costo, quelli più alti danno più robustezza e meno microfori.
Quanto un materiale si allunga, in percentuale rispetto alla lunghezza iniziale, prima di rompersi in una prova di trazione. Un valore alto indica un materiale tenace e deformabile, utile per film estensibili e confezioni soggette a urti.
Altezza complessiva del pallet carico, base compresa. Va concordata con il cliente perché dipende dalle scaffalature, dai carrelli, dalla sovrapponibilità e dal carico del camion; un'altezza sbagliata può costringere a rifare i bancali in arrivo.
Altezza delle lettere minuscole senza aste ascendenti e discendenti, misurata sulla x. È il valore a cui fanno riferimento le norme europee sull'etichettatura degli alimenti: due caratteri con lo stesso corpo possono avere altezze della x molto diverse.
Simbolo con due frecce rivolte verso l'alto che indica il verso corretto del collo durante trasporto e stoccaggio. Evita che il contenuto venga capovolto, schiacciato o fuoriesca; va stampato su più lati dell'imballo.
Le tre frecce che si inseguono formando un anello indicano che un imballaggio è riciclabile; con una percentuale al centro o accanto indicano la quota di materiale riciclato. Non dice come conferire l'imballaggio: per questo servono le indicazioni di raccolta.
Angoli della busta tagliati in curva anziché a spigolo vivo. Rendono la confezione più sicura in mano, riducono il rischio di forare altre confezioni nell'imballo e danno un aspetto più curato; si ottengono con fustellatura in linea.
Rullo con la superficie incisa da una fitta trama di minuscole celle, che nella flexo dosa e trasferisce sulla lastra una quantità costante d'inchiostro o vernice. Numero e volume delle celle determinano quanto colore si deposita e la finezza della stampa.
Tubo di cartone o plastica su cui è avvolta la bobina; 76 e 152 mm sono i diametri interni standard, pari a 3 e 6 pollici. Il diametro dell'anima deve corrispondere al mandrino della macchina che svolge il materiale.
Additivo o trattamento che impedisce al vapore di condensarsi in goccioline sulla faccia interna del film, formando invece un velo uniforme e trasparente. Mantiene visibile il prodotto in frutta, verdura, carni e piatti pronti refrigerati.
Additivo, di solito a base di microparticelle minerali, che crea irregolarità microscopiche sulla superficie del film. Evita che gli strati della bobina o le pareti delle buste aderiscano tra loro, facilitando svolgimento, apertura e confezionamento.
Plastificazione con film trattato per resistere a graffi e segni di sfregamento, utile soprattutto sulle finiture opache e soft touch, che tendono a segnarsi. Mantiene integro l'aspetto delle confezioni in lavorazione, trasporto ed esposizione.
Additivo o trattamento che riduce l'accumulo di cariche elettrostatiche sui film plastici. Evita che polveri e residui di prodotto si attacchino al film, che i fogli aderiscano tra loro e che nascano problemi in macchina o rischi in ambienti polverosi.
Sistemi elettronici contro i furti nei punti vendita, con etichette o placchette che fanno scattare l'allarme alle barriere d'uscita se non vengono disattivate alla cassa. Possono essere inseriti già nella confezione in fase di produzione.
Via libera del reparto tecnico o qualità del cliente a un nuovo materiale o imballaggio, dopo campioni, prove in linea e documenti di conformità. Senza questo passaggio un fornitore, anche se competitivo sul prezzo, non può iniziare a consegnare.
Parte della superficie dell'imballo su cui si può stampare, escluse le zone di saldatura, incollaggio, pinza della macchina o riservate a codici e marcature. Va definita con lo stampatore prima di impostare la grafica.
Sistema di procedure, responsabilità e registrazioni che previene i difetti invece di scoprirli alla fine. Comprende specifiche, gestione delle modifiche, formazione, audit e azioni correttive e dà al cliente fiducia nella costanza delle forniture.
Bustina, etichetta o strato attivo dell'imballo che cattura l'ossigeno rimasto nella confezione o che vi penetra nel tempo. Protegge prodotti sensibili all'ossidazione e alle muffe; è un imballaggio attivo, con regole proprie anche di etichettatura.
Macchina che forma gli astucci in cartoncino a partire dal fustellato piatto, inserisce il prodotto e chiude le alette. Si usa in farmaceutica, cosmetica e alimentare e richiede astucci con misure, cordonature e rigidità costanti.
Imballaggio in cartoncino fustellato, piegato e incollato, che contiene e presenta un prodotto o la sua confezione primaria. È diffuso in farmaceutica, cosmetica, alimentare e beni di consumo, dove unisce protezione, informazione e comunicazione sullo scaffale.
Scatola pieghevole in cartoncino che contiene e protegge flaconi, vasetti e tubi cosmetici. È spesso nobilitata con stampa a caldo, rilievo o vernici selettive e porta le indicazioni obbligatorie quando il contenitore non ha spazio.
Scatola pieghevole in cartoncino per medicinali, integratori e dispositivi medici, con testi obbligatori, codici e spesso Braille. Richiede grande precisione di stampa e controlli severi, perché un errore di testo o di codice blocca il lotto.
Sistema italiano di valutazione della riciclabilità di carta, cartone e imballaggi a prevalenza cellulosica. Con prove di laboratorio che simulano il riciclo in cartiera assegna un livello di riciclabilità, utile per progettare e per comunicare in modo verificabile.
Tecnica che sostituisce l'aria nella confezione con una miscela di gas, di solito azoto, anidride carbonica ed eventualmente ossigeno, scelta in base al prodotto. Rallenta il deterioramento e funziona solo con film barriera e saldature a tenuta.
Misura dell'acqua libera in un alimento, cioè disponibile per microrganismi e reazioni, espressa su una scala da 0 a 1. Indica quanto il prodotto è stabile e quanto teme lo scambio di umidità, e quindi quale barriera al vapore serve nell'imballo.
Visita di verifica presso lo stabilimento del fornitore per controllare processi, igiene, controlli qualità, tracciabilità e gestione dei reclami. Per gli imballaggi a contatto con alimenti è spesso un passaggio obbligato della qualifica.
Tempo e materiale necessari per preparare una macchina e arrivare alla produzione buona: montaggio di cilindri o lastre, regolazione di colori e registro, prove. Pesa molto sui piccoli lotti e per questo a volte è indicato a parte in offerta.
Macchina che avvolge il carico del pallet con film estensibile, facendo ruotare il pallet o il braccio portabobina. Stabilizza il carico durante trasporto e stoccaggio; tensione del film e numero di giri si regolano in base al prodotto.
Distinzione tra imballaggi destinati ad altre imprese (B2B) e al consumatore finale (B2C), che in Italia conta per l'etichetta ambientale. La codifica del materiale vale per tutti, le indicazioni sulla raccolta solo per quelli destinati al consumatore.
Pallet in legno da 1200 × 800 mm costruito secondo le specifiche europee EPAL e marchiato, interscambiabile nei circuiti di scambio dei bancali. È la base più usata in Europa per spedire bobine, scatole e fogli, e le sue misure guidano la progettazione dei colli.
Piccolo segnale di nastro o carta che sporge dal fianco della bobina in corrispondenza di una giunta. Permette all'operatore o ai sensori della confezionatrice di individuarla e di scartare le confezioni che la contengono.
Prodotto in formato allungato, come le barrette di cereali, proteiche o di cioccolato, confezionato singolarmente in film flessibile. Spesso si usa la saldatura a freddo, che chiude la confezione senza calore e protegge il cioccolato.
Rivestimento a base di polimeri o cere disperse in acqua, applicato sulla carta in strato sottile per dare resistenza a grassi, acqua o vapore. Rispetto a un film laminato, può facilitare lo spappolamento e il riciclo con la carta, se ben progettato.
Capacità di un materiale di trattenere gli aromi del prodotto e di impedire l'ingresso di odori esterni. È importante per caffè, spezie, cioccolato e detergenti profumati, dove il profumo è parte della qualità percepita.
Capacità di un materiale di frenare il passaggio di gas come ossigeno, anidride carbonica e azoto. È decisiva per i prodotti sensibili all'ossidazione e per le confezioni in atmosfera protettiva, dove la miscela di gas interna deve restare stabile nel tempo.
Resistenza di un materiale alla penetrazione di oli e grassi, che altrimenti macchiano e indeboliscono l'imballaggio. Conta per carte e cartoni a contatto con cibi grassi, come prodotti da forno, fritti e cibi da asporto.
Capacità di un materiale di limitare il passaggio del vapore acqueo, misurata come velocità di trasmissione (Water Vapour Transmission Rate). Protegge i prodotti secchi, come biscotti e polveri, dall'umidità e quelli freschi dalla perdita d'acqua.
Capacità di un materiale di limitare il passaggio dell'ossigeno, misurata come velocità di trasmissione attraverso il film (Oxygen Transmission Rate). È decisiva per alimenti che ossidano, irrancidiscono o perdono colore, come caffè, salumi e formaggi.
Protezione che un imballaggio offre alle parti metalliche contro ruggine e ossidazione durante stoccaggio e trasporto. Si ottiene con film e carte che bloccano umidità e agenti aggressivi o che rilasciano inibitori di corrosione volatili (VCI).
Capacità di un imballaggio di schermare la luce visibile e ultravioletta, che accelera l'ossidazione e degrada vitamine, colori e aromi. Si ottiene con strati metallizzati, alluminio, pigmenti bianchi o materiali opachi.
Imballo che protegge parti metalliche da umidità e ruggine durante stoccaggio e trasporto, con film o accoppiati a bassa permeabilità al vapore. Spesso si abbina a sacchetti essiccanti o a inibitori volatili di corrosione, detti VCI.
Protezione praticamente completa da ossigeno, vapore acqueo, luce e aromi, che negli imballi flessibili si ottiene con un foglio di alluminio continuo e integro. Serve per prodotti molto sensibili o a lunga conservazione, come farmaci, caffè e polveri.
Lavorazione opposta al rilievo, in cui lo stampo spinge una parte del supporto sotto il piano della superficie e crea un incavo. Si usa per decori discreti e raffinati, anche abbinata alla stampa a caldo o all'inchiostro.
Inchiostro bianco ad alta opacità stampato sotto i colori su film trasparenti, metallizzati o carte scure, oppure come fondo nella stampa retro. Dà luminosità e leggibilità alla grafica, che altrimenti risulterebbe trasparente o spenta.
Simbolo previsto dalla normativa europea sui materiali a contatto con gli alimenti: indica che il materiale o l'oggetto è destinato a venire a contatto con il cibo. Si usa quando l'impiego non è già evidente dalla natura del prodotto.
Metodo di tracciabilità in cui la quota di materiale riciclato o di origine biologica in ingresso viene registrata e attribuita a una parte dei prodotti in uscita, anche se fisicamente è mescolata con materiale vergine. Richiede regole di calcolo e verifiche di terzi.
Materiale ottenuto in tutto o in parte da risorse rinnovabili di origine biologica, come canna da zucchero, mais o residui vegetali, invece che da fonti fossili. Bio-based non significa compostabile: un polietilene bio-based si ricicla come quello tradizionale.
I biscotti sono secchi e assorbono facilmente l'umidità dell'aria, perdendo croccantezza molto prima di scadere. Per questo l'imballo deve avere una bassa permeabilità al vapore acqueo e saldature a tenuta, spesso con film metallizzati o accoppiati.
Film sottoposto a trattamento superficiale, come il corona, su entrambe le facce, così da poter essere stampato, accoppiato o verniciato sia sul lato esterno sia su quello interno. Si distingue dal film monotrattato, trattato su un solo lato.
Confezione formata da alveoli in plastica termoformata o in alluminio formato a freddo, chiusi da una lamina, di solito in alluminio. Protegge ogni compressa o capsula separatamente da umidità e ossigeno e si apre premendo.
Bobina di grande larghezza e lunghezza che esce da una linea di produzione, come estrusione, stampa o accoppiamento. Viene poi tagliata e ribobinata in bobine più strette, le fasce, adatte alla macchina del cliente.
Le bobine si possono pallettizzare in piedi, con l'asse verticale e appoggiate su una faccia piana, oppure coricate, con l'asse orizzontale, su supporti o culle. La scelta dipende da diametro, peso e sensibilità del materiale alla pressione.
Polipropilene orientato in due direzioni: film trasparente, rigido, leggero e con buona barriera all'umidità. È tra i più diffusi per snack, biscotti, pasta, etichette e accoppiati, sia come strato da stampa sia come strato saldante coestruso.
Film di BOPP metallizzato sotto vuoto, con buona barriera a luce, umidità e ossigeno e aspetto metallico. Spesso è lo strato interno degli accoppiati per snack, biscotti e prodotti secchi, dove porta anche la saldabilità.
Film di BOPP con superficie opaca, non riflettente, dal tatto morbido simile alla carta. Si usa come strato esterno da stampa o per laminare la grafica, anche per creare contrasti con zone lucide ottenute con vernici.
Polipropilene biorientato bianco opaco con microcavità interne, create durante la stiratura, che diffondono la luce e danno un aspetto perlato. Ha densità più bassa del film pieno, quindi rende più metri quadri per chilo; si usa per etichette, snack e gelati.
Prova del lavoro, su carta o in PDF, che mostra grafica, testi, colori e misure prima della stampa. Serve al cliente per controllare ogni dettaglio e chiedere correzioni; più bozze possono precedere quella definitiva.
Bisfenolo A, sostanza usata per produrre policarbonato e resine epossidiche, come le vernici interne di lattine e capsule metalliche. Per i suoi possibili effetti sulla salute, il suo impiego nei materiali a contatto con alimenti è regolato e soggetto a restrizioni.
Sistema di scrittura a punti in rilievo leggibile al tatto dalle persone non vedenti. Sugli astucci dei medicinali riporta il nome del prodotto e si ottiene in genere con un rilievo realizzato durante la fustellatura.
Standard internazionali per la sicurezza e l'igiene nella produzione di alimenti e di materiali a contatto. Per i produttori di imballaggi certificano controllo dei rischi, igiene, tracciabilità e gestione dei reclami, e sono spesso richiesti dall'industria alimentare.
Umidità che si forma sulla confezione quando passa dal freddo al caldo, o ghiaccio che si deposita all'interno con gli sbalzi di temperatura. Materiali, inchiostri e colle devono resistere senza staccarsi, deformarsi o perdere leggibilità.
Buste piatte chiuse da saldature sui bordi: in quella a 3 saldature un lato è una piega del film, in quella a 4 tutti i lati sono saldati, spesso unendo due film diversi. Si usano per monodosi, alimenti, campioni e prodotti sterilizzabili.
Busta formata in macchina da film in bobina, con una saldatura longitudinale sul retro e due trasversali alle estremità. Riempita di prodotto e spesso di gas protettivo, assume la tipica forma a cuscino, comune per patatine, snack e caramelle.
Busta con fondo rettangolare piatto e soffietti laterali che, una volta riempita, assume una forma a parallelepipedo stabile, simile a una scatola. Offre cinque facce stampabili ed è molto usata per caffè, farine e alimenti per animali.
Busta a cuscino formata da una bobina, con una saldatura longitudinale sul retro e due trasversali alle estremità. È la classica confezione per snack, caramelle e biscotti, prodotta in continuo su confezionatrici orizzontali o verticali.
Busta flessibile, spesso stand up, con un beccuccio e un tappo saldati per versare o consumare direttamente il prodotto. Si usa per bevande, puree, alimenti per l'infanzia, salse e detergenti, anche come ricarica di contenitori rigidi.
Busta che contiene il formaggio immerso nel suo liquido, come acqua o siero, tipica di mozzarelle e altri formaggi freschi. Richiede saldature affidabili anche in presenza di liquido e un film resistente a urti e perforazioni.
Busta con due pieghe sui fianchi che si aprono quando viene riempita, aumentando il volume con un ingombro contenuto. È tipica di caffè, farine e prodotti sfusi, spesso con fondo piatto, valvola o chiusura a nastro.
Busta riempita, chiusa e poi sterilizzata in autoclave ad alta temperatura e sotto pressione, per prodotti conservabili a temperatura ambiente. Materiali, adesivi, inchiostri e saldature devono essere specifici per resistere al trattamento.
Busta in film accoppiato, spesso metallizzato, che protegge patatine e snack da luce, ossigeno e umidità. In genere è riempita con azoto per rallentare l'irrancidimento e proteggere il prodotto dallo schiacciamento.
Busta formata da due facce saldate lungo i bordi, su tre o quattro lati, senza soffietti. È semplice ed economica, adatta a prodotti piatti o di piccolo volume, monodosi e campioni, e si produce sia preformata sia direttamente in linea.
Busta con soffietti laterali e quattro saldature verticali sugli spigoli, che le danno una forma squadrata e stabile con fondo piatto. Offre cinque facce da stampare ed è usata per caffè, alimenti per animali e prodotti di fascia alta.
Busta realizzata con un laminato di tre strati accoppiati, ad esempio uno esterno stampabile, uno di barriera e uno interno saldante. La struttura protegge prodotti sensibili a ossigeno, umidità e luce, come caffè e alimenti a lunga conservazione.
Caffè tostato non macinato, che dopo la tostatura continua a rilasciare anidride carbonica. Si confeziona in buste ad alta barriera a ossigeno, luce e umidità, spesso con valvola degasante e soffietti, per conservarne l'aroma il più a lungo possibile.
Caffè tostato ridotto in polvere: la superficie esposta è molto maggiore e l'aroma si ossida più in fretta. Si confeziona sottovuoto in mattonella o in atmosfera protettiva con valvola, sempre in materiali ad alta barriera a ossigeno e umidità.
Serbatoio del gruppo stampa che contiene l'inchiostro e lo mette a disposizione dei rulli o del cilindro. Viscosità e temperatura dell'inchiostro nel calamaio vanno tenute sotto controllo per mantenere colore e resa costanti durante la tiratura.
Ordine quadro su una quantità complessiva, consegnata in lotti successivi su richiesta del cliente. Il cliente chiama le singole consegne secondo il proprio consumo; il fornitore programma la produzione e spesso tiene una scorta dedicata.
Insieme delle regolazioni necessarie per passare da un prodotto o da una misura di confezione a un'altra sulla stessa linea. Il tempo che richiede pesa sull'efficienza: per questo lotti, formati e materiali si pianificano per ridurne il numero e la durata.
Due modi di spedire: il camion completo è dedicato a un solo carico, da un punto all'altro; il groupage raccoglie merci di più mittenti e passa da piattaforme di smistamento. Il primo costa di più ma è più rapido e lineare, il secondo conviene per pochi pallet.
Raccolta di campioni che mostra materiali, finiture, formati e lavorazioni disponibili. In fiera o in visita permette al cliente di toccare con mano spessori, effetti di stampa e chiusure, e di indicare con precisione che cosa vuole.
Preparazione e invio di campioni di materiale o di confezione, stampati o neutri, per valutarne aspetto, dimensioni e comportamento prima dell'ordine. Permette al cliente di approvare, confrontare alternative o fare prove sulle proprie linee.
Piccola confezione con la dose sufficiente per provare un prodotto, come bustine, fialette o mini tubi. Si distribuisce in negozio, con riviste o con gli ordini online e deve riportare le indicazioni essenziali nonostante le dimensioni.
Insieme delle superfici di una confezione che si possono leggere da un unico punto di osservazione. Alcune indicazioni obbligatorie devono comparire nello stesso campo visivo, quindi la loro posizione va decisa insieme al tracciato.
Quantità di prodotto che un impianto o una linea può realizzare in un periodo, in base a macchine, turni e tipo di lavorazione. Determina i tempi di consegna e la possibilità di accettare nuovi volumi, soprattutto nei periodi di picco.
Documento tecnico che descrive in dettaglio le caratteristiche richieste a un materiale o a una fornitura: struttura, spessori, prestazioni, tolleranze, metodi di prova, imballo e consegna. È il riferimento condiviso per ordini, controlli e contestazioni.
Contenitore monodose che racchiude il caffè macinato per le macchine dedicate, in alluminio, plastica barriera o materiali compostabili. Deve proteggere dall'ossigeno, resistere a pressione e temperatura dell'estrazione ed essere compatibile con la macchina.
Altezza minima della x richiesta dal regolamento europeo sull'informazione al consumatore per le indicazioni obbligatorie sugli alimenti. Per le confezioni più piccole il regolamento ammette un valore inferiore; determina quanto spazio serve in etichetta.
Misura delle emissioni di gas a effetto serra legate a un prodotto o a un imballaggio lungo il suo ciclo di vita, espressa in CO2 equivalente. Serve a confrontare soluzioni diverse con un metodo dichiarato e confini di calcolo chiari.
Carta trattata o rivestita per limitare il passaggio di umidità, grassi, ossigeno o aromi, mantenendo la base cellulosica. Si propone in alternativa a strutture plastiche o accoppiate, a condizione di verificarne la riciclabilità nel flusso della carta.
Carta patinata su entrambi i lati, liscia e stampabile sulle due facce. Si usa quando il foglio si vede da tutti e due i lati, oppure quando servono superfici uniformi per stampa, verniciatura o accoppiamenti successivi.
Carta rivestita di polietilene su entrambi i lati, così da essere saldabile e protetta dall'umidità dentro e fuori. Si usa quando l'imballo è esposto a bagnato o condensa, oppure quando servono saldature tra lati opposti.
Carta passata tra rulli in pressione, a volte riscaldati, che ne rendono la superficie più liscia e compatta. Migliora stampabilità e lucentezza ma riduce lo spessore, e quindi la rigidità, a parità di grammatura.
Carta rivestita con cere o miscele di cere e resine applicate a caldo, che la rendono impermeabile all'acqua e, con alcune formulazioni, saldabile. Si usa per incarti alimentari, prodotti da banco e imballi tecnici.
Carta rivestita in superficie con uno strato di pigmenti minerali e leganti, la patina, che la rende liscia e uniforme. Garantisce stampe nitide e colori brillanti, esiste lucida, opaca o satinata ed è molto usata per etichette e incarti.
Carta trattata, spesso con silicone, per resistere alle alte temperature del forno e non far attaccare gli alimenti. È resistente a grassi e umidità e, oltre che in cucina, si usa per confezionare prodotti da forno e impasti pronti.
Carta con superficie texturizzata che ricorda la lavorazione a martello, usata per etichette di vino e prodotti di pregio. Dà un tatto ricercato e valorizza nobilitazioni come oro a caldo e rilievo, ma rende meno nitidi i dettagli più fini della stampa.
Carta resa metallica con un sottile strato di alluminio, depositato direttamente sotto vuoto o trasferito da un film di supporto. Offre l'aspetto del metallo su un supporto in carta e si usa per etichette, incarti, confezioni regalo e cartotecnica.
Carta machine finished, cioè lisciata direttamente sulla macchina continua con una calandratura in linea. Ha una superficie più uniforme di una carta grezza ma meno di una patinata; si usa per sacchetti, involucri e come strato nei poliaccoppiati.
Carta con uno strato di patina, a base di pigmenti e leganti, su un solo lato. Il lato patinato è liscio e adatto a una stampa di qualità, quello naturale assorbe meglio colle e adesivi: per questo è molto usata per etichette e accoppiamenti.
Carta senza strato di patina superficiale, con aspetto e tatto naturali. Assorbe di più l'inchiostro, quindi la stampa risulta meno brillante e definita che su una carta patinata; si usa per sacchetti, involucri e confezioni dal carattere naturale.
Carta che resiste al passaggio di grassi e oli, ottenuta con una raffinazione spinta delle fibre o con trattamenti superficiali. Si usa per burro, pasticceria, fritti e cibi da asporto, dove una macchia d'unto rovinerebbe l'imballo.
Carta impregnata o rivestita di paraffina su un lato, la paraffinata, o su entrambi, la biparaffinata. La paraffina la rende idrorepellente e più resistente ai grassi; si usa per incarti alimentari e come carta tecnica di protezione.
La patina può essere lisciata fino a una superficie lucida, che dà colori brillanti e contrasto, oppure lasciata opaca, con riflessi ridotti e aspetto più sobrio. La scelta incide su resa della stampa, leggibilità e percezione del prodotto.
Carta, spesso accoppiata con alluminio o rivestita con cere, usata per incartare gomme da masticare in lastrina o in confetto. Deve tenere la piega, non aderire alla gomma e proteggere aroma e morbidezza da aria e umidità.
Carta accoppiata, spesso a un film o a una paraffina, usata per avvolgere formaggi molli e freschi al banco o in confezione. Deve lasciar traspirare quanto serve, non attaccarsi al prodotto e resistere all'umidità.
Famiglia di carte usate in laboratorio e in negozio: carte da forno siliconate, carte oleorepellenti per incartare, carte decorate e centrini per presentare i dolci. Devono essere adatte al contatto con alimenti grassi o umidi.
Carta ottenuta immergendo la carta di cellulosa in un bagno di acido solforico che ne gelatinizza le fibre in superficie. Diventa resistente a grassi e umidità, anche da bagnata, ed è usata per burro, formaggi e alimenti grassi.
Carta rivestita su un lato con un sottile strato di polietilene applicato per estrusione. Il polietilene la rende saldabile e la protegge da acqua e umidità; si usa per incarti alimentari, sacchetti e bustine.
Carta trattata con resine che le fanno mantenere una parte della resistenza anche quando è bagnata. Serve per etichette di bottiglie, sacchi e imballi esposti a condensa o liquidi; lo stesso trattamento rende più lento lo spappolamento nel riciclo.
Carta con un rivestimento che, scaldato in pressione, fonde e la salda su se stessa o su un altro materiale. Permette di confezionare con carta anche su macchine nate per i film; temperatura, tempo e pressione di saldatura vanno regolati sul rivestimento.
Carta studiata per l'incarto a torsione delle caramelle: quando viene ruotata mantiene la torsione senza riaprirsi. Questa memoria della piega dipende da fibre, grammatura e trattamenti, e va verificata sulla macchina incartatrice.
Carta sottilissima e leggera, spesso semitrasparente, usata per avvolgere e proteggere prodotti delicati dentro le scatole. Nel packaging regalo e nella moda è stampata o colorata per dare cura e ordine al momento dell'apertura.
Carta trattata per mantenere resistenza meccanica anche quando è bagnata, tipica delle etichette per vino e bevande. Evita che l'etichetta si strappi o si sfaldi nel secchiello del ghiaccio, in frigorifero o con la condensa.
Accoppiato di carta e foglio di alluminio usato per incartare tavolette e cioccolatini. L'alluminio protegge da luce, umidità e odori e tiene la piega; la carta dà corpo all'incarto e una superficie da stampare.
Accoppiato con carta all'esterno e polipropilene metallizzato all'interno, usato per le confezioni di biscotti. La carta dà aspetto e tatto naturali, il PP metallizzato porta la barriera all'umidità e la saldabilità richieste dalla confezionatrice.
Cartoncino rivestito con un sottile strato di PET, per accoppiamento o estrusione, che lo rende resistente a grassi, umidità e temperature del forno. È il materiale tipico delle vaschette fornabili in carta per piatti pronti e prodotti da forno.
Cartoncino con uno strato interno nero tra due facce chiare o colorate, così che il bordo tagliato appaia nero e lo spessore diventi parte del decoro. Si usa per cofanetti, biglietti e confezioni di pregio.
Cartoncino da fibre riciclate con l'anima grigia e la faccia stampabile bianca e patinata, con retro grigio (GD) o bianco (GT). È economico e diffuso per astucci di largo consumo; per il contatto diretto con alimenti va valutato caso per caso.
Fascia di grammature, in g/m², tipica del cartoncino per astucci, scatole pieghevoli, vassoi e sottotorte. Le grammature più alte danno più rigidità e tenuta all'impilamento; la scelta dipende da dimensioni, peso del prodotto e lavorazioni.
Classi di cartoncino a fibra vergine con strato interno di pasta meccanica e faccia patinata bianca, dette anche FBB. Il GC1 ha il retro bianco, il GC2 il retro crema o avorio; sono tra i cartoncini più usati per astucci alimentari, cosmetici e farmaceutici.
Cartoncino adatto al contatto con alimenti, rivestito con uno strato barriera plastico o in dispersione acquosa che lo rende impermeabile a bevande calde o fredde. Deve reggere formatura, saldatura e uso senza perdite né deformazioni.
Cartoncino prodotto in tutto o in gran parte con fibre di recupero, di solito con uno strato superiore bianco patinato e l'interno grigio. È diffuso per astucci e scatole; per il contatto diretto con alimenti va valutata la necessità di una barriera.
Solid Bleached Sulphate, cartoncino interamente in pasta chimica sbiancata, bianco nello spessore e su entrambe le facce, di solito patinato. Unisce purezza, resistenza e elevata stampabilità ed è scelto per astucci di lusso, farmaceutici e alimentari.
Cartoncino rivestito, per esempio con PET o PP, pressato a caldo in uno stampo fino a formare una vaschetta in un solo pezzo con bordo piatto. Il bordo continuo permette di saldare sopra un film di chiusura, come nelle vaschette in plastica.
Cartoncino piano e compatto, non ondulato, usato per astucci, scatole pieghevoli ed espositori. Si stampa con alta qualità e si fustella e piega con precisione, a differenza del cartone ondulato, più adatto al trasporto.
Cartone compatto e rigido da fibre riciclate, grigio su entrambe le facce, disponibile in diversi spessori. È l'anima di scatole rigide e coperchi, che viene poi rivestita con carta stampata o pregiata.
Materiale composto da uno o più strati di carta ondulata incollati tra fogli piani di carta, detti copertine. Le onde danno spessore, rigidità e resistenza allo schiacciamento con poco peso: è la base di scatole da trasporto, vassoi ed espositori.
Contenitore in legno, cartone o cartoncino per una o più bottiglie, usato per regalo, vendita o spedizione. Può avere divisori interni, maniglia o finestra e deve reggere il peso del vetro senza deformarsi.
Documento cartaceo o digitale che presenta la gamma di prodotti con caratteristiche tecniche, formati, finiture e applicazioni. Nel packaging serve a orientare il cliente prima di una richiesta di offerta o di una prova in linea.
Mantenimento continuo della temperatura prevista per un prodotto refrigerato o surgelato, dalla produzione al consumo. Ogni interruzione può danneggiare il prodotto, e l'imballaggio deve reggere il freddo e i passaggi di temperatura.
Documento riferito a un singolo lotto, che riporta i valori misurati su quella produzione, come spessore, grammatura o forza di saldatura, e li confronta con la specifica. Serve per l'accettazione della merce e per la tracciabilità.
Documento che attesta il paese in cui la merce è stata prodotta o ha subito l'ultima trasformazione sostanziale, rilasciato di solito dalla camera di commercio. Lo richiedono la dogana del paese di arrivo, il cliente o la banca in caso di lettera di credito.
Sistema con piccoli magneti o lamine metalliche nascosti nello spessore della scatola, che tengono chiuso il coperchio. Rende apertura e chiusura piacevoli e ripetibili; a fine vita i magneti vanno considerati nella separazione dei materiali.
Dose di caffè macinato e pressato chiusa tra due dischi di carta filtro, pronta per le macchine compatibili. Ogni cialda si confeziona di solito in un involucro barriera singolo, spesso in atmosfera protettiva, perché l'aroma non si disperda.
Le forme di stampa che portano l'immagine da riprodurre, cioè i cilindri metallici incisi per il rotocalco e i cliché in fotopolimero per la flexo. Se ne prepara una per ogni colore e il loro costo pesa sull'avviamento di ogni nuovo soggetto.
Dichiarazioni sulle caratteristiche ambientali di un prodotto o di un imballaggio, in etichetta, sul sito o in pubblicità. Devono essere specifiche, verificabili e sostenute da prove, senza formule generiche che il consumatore non può controllare.
Livelli in cui i produttori dividono i film metallizzati, per esempio standard, alta e altissima barriera, in base ai valori dichiarati di permeabilità a ossigeno e vapore acqueo. A parità di film base, la classe cambia protezione del prodotto e prezzo.
Gradi, indicati con lettere, con cui il regolamento europeo sugli imballaggi esprime quanto un imballaggio è riciclabile. La classe si attribuisce con criteri di progettazione per il riciclo e decide se l'imballaggio può restare sul mercato e quanto pesa sui contributi.
Forme incise usate nella stampa a caldo e nel rilievo. Il magnesio è economico e rapido da incidere, adatto a tirature brevi; l'ottone è più duraturo, regge tirature lunghe e permette rilievi scolpiti e molto dettagliati.
Quadricromia, il sistema che riproduce le immagini con quattro inchiostri: ciano, magenta, giallo e nero (K). Sovrapponendo i retini di questi colori si ottiene un'ampia gamma di tinte, ma non tutte, come alcuni arancio, verdi brillanti o colori metallici.
Codice di identificazione delle plastiche diverse dalle sei più comuni, indicato con il numero 7 e la sigla O, da other. Si usa ad esempio per il policarbonato, per altre resine e per molti film multistrato composti da plastiche diverse.
Codice a barre di tredici cifre che identifica in modo univoco un articolo e viene letto alle casse e nei magazzini. Sull'imballo servono dimensioni, contrasto e margini bianchi adeguati; per i prodotti a peso variabile può essere generato e stampato in linea.
Codice bidimensionale a matrice di quadratini che contiene molte informazioni in poco spazio e resta leggibile anche se in parte danneggiato. Sulle confezioni dei farmaci porta codice prodotto, numero di serie, lotto e scadenza.
Sigla alfanumerica che identifica il materiale di un imballaggio secondo la classificazione europea, ad esempio PET 1 o PAP 21. In Italia è un elemento obbligatorio dell'etichetta ambientale e aiuta a conferire correttamente il rifiuto.
Modo abbreviato di descrivere un accoppiato elencando gli spessori in micron di ogni strato, dall'esterno all'interno: 12/12/75 indica due strati da 12 µm e uno da 75 µm. Accanto ai numeri vanno sempre indicati i materiali.
Codice della nomenclatura internazionale delle merci (Harmonized System) che classifica ogni prodotto; le prime sei cifre sono comuni in tutto il mondo. Determina dazi, controlli e statistiche, e una classificazione sbagliata può bloccare la merce in dogana.
Identificativo diverso per ogni singola confezione, spesso un numero di serie stampato in chiaro o in un codice bidimensionale. Permette di seguire ogni pezzo lungo la filiera e di verificarne l'autenticità; in alcuni settori, come il farmaceutico, è obbligatorio.
Codice internazionale della federazione europea dei produttori di cartone ondulato, che identifica ogni stile di scatola con un numero di quattro cifre. Permette a cliente, cartotecnico e costruttore di macchine di indicare lo stesso modello senza ambiguità.
Film a più strati prodotto in un unico passaggio, facendo uscire insieme da una sola testa polimeri diversi, senza adesivi. Permette di combinare in un solo film, per esempio, strati saldanti, di rigidità e di barriera all'ossigeno.
Valore che misura quanto un film scivola su se stesso o sulle superfici metalliche della macchina, distinto in attrito statico e dinamico. Va calibrato con cura, perché un film troppo frenato o troppo scivoloso crea problemi in confezionamento e nella pallettizzazione.
Confezione regalo in cartoncino o materiale rigido, con un vassoio interno sagomato che tiene ferme le praline e spesso un sovraincarto in film. Deve unire protezione, aspetto curato e informazioni obbligatorie, anche nelle edizioni stagionali.
Tecnica che applica la lamina a freddo: si stampa un adesivo nella forma voluta, vi si fa aderire la lamina e la si può sovrastampare a colori nello stesso passaggio. È diffusa su etichette e imballaggi flessibili, anche su materiali sensibili al calore.
Adesivo applicato a registro solo nelle zone di chiusura, che salda per sola pressione, senza calore. Permette velocità molto alte e protegge prodotti sensibili al calore, come cioccolato, gelati e barrette.
Piccola etichetta applicata sul collo della bottiglia, sotto la capsula, spesso a forma di mezzaluna o di anello. Riporta annata, linea o un richiamo al marchio e completa l'immagine di etichetta e retroetichetta.
Parti di un imballaggio che si possono staccare a mano dal corpo principale, come coperchi, tappi, etichette o finestre. Nell'etichetta ambientale ciascuna dovrebbe indicare il proprio materiale e la raccolta, oppure le informazioni vanno riportate sul corpo principale.
Sigla degli imballaggi composti a prevalenza di carta, accoppiata a plastica o alluminio, come i cartoni per bevande. Il numero indica la combinazione, ad esempio C/PAP 81 per carta e plastica e C/PAP 84 per carta, plastica e alluminio.
Imballaggio che, insieme ai rifiuti organici, si disgrega e si trasforma in compost in un impianto di compostaggio, nei tempi e alle condizioni della norma EN 13432. Non va confuso con biodegradabile né con bio-based e va nella raccolta dell'organico dove previsto.
Compostaggio dei rifiuti organici nella compostiera di casa, a temperature più basse e meno costanti rispetto agli impianti industriali. Un imballaggio adatto deve avere una certificazione specifica, diversa da quella per il compostaggio industriale.
Trasformazione dei rifiuti organici in compost in impianti controllati, con temperatura, umidità e tempi gestiti. Un imballaggio compostabile in questo senso è certificato secondo una norma specifica e va con l'organico solo dove la raccolta lo ammette.
Consorzio nazionale italiano, senza fini di lucro, che con i consorzi di filiera organizza recupero e riciclo degli imballaggi. Produttori e utilizzatori di imballaggi vi aderiscono e versano il contributo ambientale, che varia in base al materiale.
Temperatura, umidità, luce, distanza da muri e fonti di calore e altezza di sovrapposizione con cui si conservano i materiali. Per carte e film influiscono su planarità, saldabilità, trattamento superficiale e stampabilità, e vanno rispettate anche presso il cliente.
Documento con cui il fornitore accetta l'ordine del cliente e ne fissa i termini: articolo, quantità, prezzo, data di consegna e condizioni. Va controllata subito, perché eventuali differenze rispetto all'ordine vanno segnalate prima della produzione.
Accordo per cui il fornitore tiene una scorta della propria merce presso il magazzino del cliente; la proprietà passa al cliente quando la preleva, e la fattura segue il consumo. Riduce il rischio di rottura di stock senza immobilizzare capitale del cliente.
Comprensione di bisogni, abitudini e motivazioni del consumatore, ottenuta da ricerche e osservazione. Nel packaging orienta le scelte di formato, apertura, informazioni e messaggi, perché la confezione risponda a ciò che il cliente cerca davvero.
Presenza nel flusso da riciclare di materiali estranei, residui di prodotto, polimeri diversi, inchiostri, adesivi o etichette. Abbassa la qualità del riciclato e ne limita gli usi; per il contatto con gli alimenti servono processi di decontaminazione autorizzati.
Quota di materiale riciclato presente in un imballaggio: il PCR (post-consumer) arriva da imballaggi usati e raccolti dopo il consumo, il PIR (post-industrial) da scarti di produzione. Per il contatto con alimenti servono materiali e processi di riciclo idonei.
Quota minima di plastica riciclata da rifiuti post-consumo che le parti in plastica degli imballaggi devono contenere secondo il PPWR. Percentuali, categorie, esenzioni e scadenze sono fissate dal regolamento, e il calcolo si fa per stabilimento e per anno.
Accordo che stabilisce per un periodo le condizioni generali di fornitura: prezzi o criteri di prezzo, qualità, specifiche, tempi, responsabilità e garanzie. I singoli ordini vi fanno riferimento senza dover ridiscutere ogni volta tutte le condizioni.
Insieme di verifiche su materie prime, semilavorati e prodotti finiti per accertare che rispettino le specifiche concordate. Nel packaging riguarda misure, colore, stampa, saldature, resistenze e conformità dei materiali, lotto per lotto.
Elemento posto dalla parte opposta del cliché, che riceve la pressione e dà forma al rilievo o al bassorilievo del cartoncino. Deve combaciare esattamente con lo stampo, altrimenti il rilievo risulta deformato, spezzato o fuori registro.
Azienda che trasforma materie prime come film, carta, cartone o alluminio in imballaggi finiti, con stampa, accoppiamento, taglio e confezionamento. Si colloca tra i produttori di materiali e le aziende che confezionano i prodotti.
Copertura in cartoncino stampato che si appoggia o si incastra su vaschette e vassoi. Dà spazio a marchio e informazioni e protegge il film di chiusura, che resta la vera barriera per il prodotto.
Le copertine sono le carte piane esterne e interne del cartone ondulato, l'onda è la carta ondulata tra di esse. Il tipo di carta, kraft o riciclata, e la grammatura di ciascuno strato determinano resistenza, stampabilità e costo del cartone.
Piccolo contenitore a forma di bicchiere, in cartoncino accoppiato o in plastica, per gelato, yogurt o dessert. Nel gelato deve resistere a freddo e condensa e si chiude con un coperchio o un film.
Cappuccio in film di polietilene che copre dall'alto e sui fianchi il carico sul pallet, proteggendolo da polvere, pioggia e umidità. Può essere semplicemente infilato, termoretratto o estensibile, e nelle versioni barriera si chiude con un foglio di base.
Solco impresso nel cartoncino o nel cartone da filetti smussati, che indica e facilita la piega senza rompere le fibre. Una cordonatura corretta evita crepe nella stampa e fa sì che l'astuccio si formi in squadra.
Materiali che non dovrebbero trovarsi nel prodotto, come metallo, vetro, plastica dura, legno o frammenti di imballaggio. Sono un pericolo fisico per il consumatore: si prevengono con buone pratiche e si intercettano con metal detector e raggi X.
Grado di vicinanza tra il colore stampato e il riferimento approvato, come una prova colore o un campione. Si misura con lo spettrofotometro e si esprime come differenza di colore, detta delta E; le tolleranze vanno concordate prima della stampa.
Costo complessivo di un imballaggio lungo tutto il suo uso: prezzo, trasporto, scorte, scarti di linea, fermi macchina, reclami e contributi ambientali. Un materiale più caro al chilo può risultare più conveniente se riduce scarti e fermi.
Sigla di Carriage Paid To, trasporto pagato fino a, l'Incoterm con cui il venditore paga il trasporto fino alla destinazione convenuta. Il rischio però passa all'acquirente già alla consegna della merce al primo vettore.
Segni sottili a forma di croce o di angolo stampati fuori dall'area utile. I crocini di registro permettono di controllare la sovrapposizione esatta dei colori, quelli di taglio indicano dove tagliare o fustellare il foglio o la bobina.
Nei formaggi a crosta fiorita o erborinati le muffe fanno parte del prodotto e devono continuare a respirare: servono carte o film con la giusta permeabilità. Negli altri casi l'imballo deve invece impedire lo sviluppo di muffe indesiderate.
Pannello stampato applicato sulla parte alta di un espositore, come una corona, per renderlo visibile da lontano. Porta marchio, messaggio promozionale o prezzo e completa l'espositore senza togliere spazio al prodotto.
Sigla di computer to plate: le lastre di stampa vengono incise o esposte direttamente dal file digitale, senza pellicole intermedie. Riduce i passaggi, migliora la precisione dei punti e la ripetibilità tra una tiratura e l'altra.
Tendenza di un film o di un materiale accoppiato ad arricciarsi o incurvarsi dopo il taglio, per tensioni diverse tra gli strati o per effetto di umidità e temperatura. Crea difficoltà nell'alimentazione delle macchine e nell'applicazione di etichette e coperchi.
Schema di certificazione della riciclabilità degli imballaggi, sviluppato da un istituto indipendente in Germania. Valuta se l'imballaggio può essere raccolto, selezionato e riciclato nei sistemi reali e ne esprime il grado di riciclabilità con un risultato certificato.
Sigla di Delivered At Place, reso al luogo di destinazione, l'Incoterm con cui il venditore porta la merce fino al luogo convenuto, pronta per lo scarico, e ne sopporta i rischi. Scarico, sdoganamento all'importazione e dazi restano all'acquirente.
Il PPWR si applica in generale da una data fissata nel testo, ma molti obblighi, come etichettatura, riciclabilità, contenuto riciclato e riutilizzo, scattano in momenti successivi, alcuni legati ad atti di attuazione. Per ogni requisito la scadenza va verificata nel regolamento.
Informazioni che cambiano da un pezzo all'altro della stessa tiratura, come lotto, scadenza, numerazioni progressive, codici a barre, QR o nomi personalizzati. Si stampano in digitale o con sistemi di codifica in linea per tracciabilità, sicurezza e promozioni.
Sigla di Delivered Duty Paid, reso sdoganato, l'Incoterm con cui il venditore consegna la merce a destinazione e si fa carico di trasporto, rischi, sdoganamento all'importazione e dazi. È la resa con il massimo impegno per chi vende.
Documento di trasporto che accompagna la merce dalla partenza alla destinazione, con mittente, destinatario, descrizione, quantità e causale. Fa da riferimento per controllare la merce ricevuta e per fatturare la spedizione.
Distacco tra gli strati di un materiale accoppiato, che si manifesta con bolle, zone opache o separazioni visibili. Può dipendere da adesivo, trattamento superficiale, inchiostri o aggressività del prodotto confezionato, e compromette barriera e tenuta.
Nome con cui un alimento viene identificato in etichetta: legale, se fissato da una norma, altrimenti usuale o descrittivo. Non può essere sostituito da un marchio o da un nome di fantasia, che possono comparire in aggiunta.
Rapporto tra massa e volume di un materiale, espresso in g/cm³. Collega spessore e grammatura: a parità di micron, un film più denso pesa di più al metro quadrato e quindi rende meno metri quadrati per chilo.
Misura di quanta luce blocca lo strato metallizzato, espressa in scala logaritmica: più è alta, più lo strato di alluminio è spesso e coprente. È il controllo di produzione più usato per verificare uniformità e livello di barriera del metallizzato.
Approccio progettuale che sceglie materiali, strati, inchiostri, adesivi, chiusure ed etichette in modo che l'imballaggio possa essere raccolto, selezionato e riciclato con le tecnologie esistenti. Si fonda su linee guida di filiera e su prove di riciclabilità.
Diametro complessivo della bobina finita, anima compresa. Ogni svolgitore ne accetta uno massimo, e da questo dipendono i metri per bobina, il numero di cambi in linea, il peso da movimentare e la disposizione sul pallet.
Documento con cui il fornitore di imballaggi indica se materiali e processi contengono sostanze allergeniche, come lattice naturale, caseina o amidi di cereali presenti in alcuni adesivi. Serve al produttore alimentare per la sua analisi dei rischi.
Documento con cui il fornitore attesta che un materiale destinato al contatto con alimenti rispetta la normativa applicabile, indicando tipi di alimento, tempi e temperature d'uso ammessi. Va aggiornata quando cambiano materiale o norme.
Indicazione, sulla confezione o nei documenti, che un imballaggio o un suo componente è riciclabile. Deve essere precisa sul componente a cui si riferisce, basata su una valutazione documentata e coerente con le istruzioni di raccolta.
Dichiarazione con cui si presenta la merce alla dogana per l'esportazione o l'importazione, indicando regime, codice, valore, origine e destinatario. Nell'Unione europea si trasmette per via telematica, di solito tramite uno spedizioniere o un doganalista.
Orientamento prevalente delle fibre, che si allineano lungo il senso di marcia della macchina continua. Influenza rigidità, piegatura, cordonatura e stabilità: nel progetto di un astuccio va scelta in rapporto alle cordonature e alla linea di confezionamento.
Le due direzioni di un foglio o di un film: quella di scorrimento in produzione e quella perpendicolare. Resistenza, allungamento, rigidità e ritiro cambiano tra l'una e l'altra e vanno indicati nelle schede tecniche e considerati in lavorazione.
Processo che rimuove gli inchiostri dalla carta da riciclare, di solito per flottazione o lavaggio, per ottenere una pasta più chiara. Alcuni inchiostri e vernici si separano con difficoltà e peggiorano la qualità della fibra recuperata.
Espositore costruito su un pallet o su una sua frazione, che arriva in negozio già carico di prodotto e si posiziona in corsia così com'è. Riduce il lavoro di rifornimento e dà grande visibilità durante le promozioni.
Fascicolo con cui il fabbricante dimostra che l'imballaggio rispetta i requisiti del PPWR su sostanze, riciclabilità, contenuto riciclato, minimizzazione ed eventuale riutilizzo. Accompagna la dichiarazione UE di conformità e va conservato per il periodo fissato dal regolamento.
Cartone ondulato con due strati di onde e tre copertine, spesso con due profili diversi combinati. È più spesso e resistente del cartone a onda singola e si usa per carichi pesanti, impilamenti alti e spedizioni impegnative.
Riciclo in cui il materiale recuperato viene usato per applicazioni di valore inferiore a quella di origine, ad esempio da imballaggio alimentare a prodotti non alimentari. Recupera materia, ma non chiude il ciclo verso lo stesso impiego.
Busta flessibile che sta in piedi grazie a un fondo a soffietto, spesso con zip, beccuccio o tacca di apertura. È usata per snack, caffè, alimenti per animali, detergenti e ricariche, perché unisce leggerezza e buona visibilità sullo scaffale.
Struttura formata da due strati accoppiati, di solito uno esterno da stampare e proteggere e uno interno saldante, come PET/PE o carta/PE. È la combinazione più semplice per unire stampa, resistenza e saldabilità.
Accoppiato di foglio di alluminio e polietilene, in cui l'alluminio porta la barriera e il PE la saldabilità e la protezione del metallo. Si usa per bustine monodose, coperchi, incarti e imballi tecnici che devono restare chiusi ermeticamente.
Periodo entro cui un materiale di imballaggio conserva le sue caratteristiche, se stoccato come indicato: saldabilità, trattamento superficiale, adesività, coefficiente di attrito. La indica il produttore ed è importante per adesivi, film trattati e chiusure a freddo.
Sistema di apertura facilitata in cui il film di chiusura si stacca dal contenitore con un gesto uniforme e una forza contenuta, senza strappi né residui. Richiede la giusta combinazione di film, materiale del contenitore e parametri di saldatura.
Resa visiva in cui l'etichetta sembra stampata direttamente sul contenitore, detta anche no label look. Si ottiene con film trasparente sottile, adesivo limpido e superficie liscia, su vetro o plastica trasparente.
Capacità di una confezione di mostrare il prodotto come in una vetrina, con trasparenze, finestre e superfici lucide. Aiuta a valutare freschezza e qualità a scaffale, ma richiede attenzione a luce, appannamento e presentazione del contenuto.
Elenco di tutti gli ingredienti dell'alimento, preceduto dalla parola «ingredienti», in ordine decrescente di peso al momento della preparazione. Ha regole precise per additivi, aromi e ingredienti composti, e deve restare leggibile sulla confezione.
Responsabilità estesa del produttore: principio per cui chi immette imballaggi sul mercato si fa carico, anche economicamente, della loro gestione a fine vita. Si attua attraverso sistemi nazionali di raccolta e contributi che variano in base al materiale.
Stampa a sette colori di processo: ciano, magenta, giallo e nero più arancio, verde e violetto. Allarga la gamma riproducibile e permette di simulare molte tinte piatte senza cambiare inchiostri a ogni lavoro, in flessografia, offset e digitale.
Clausola per cui, nella zona assegnata, l'azienda non affida ad altri agenti la stessa attività e l'agente non tratta prodotti in concorrenza. Nella legge italiana vale per entrambe le parti, salvo un diverso accordo nel mandato.
Espositore a forma di grande contenitore aperto, in cui il prodotto è messo alla rinfusa per invitare a prenderlo. Si usa per promozioni e acquisti d'impulso, spesso in cartone ondulato stampato.
Piccolo espositore, spesso in cartone, posizionato sul banco cassa o su un ripiano per presentare prodotti di piccolo formato. Favorisce gli acquisti d'impulso ed è usato per dolciumi, accessori, cosmetici e novità.
Espositore autoportante appoggiato a pavimento, in cartone o altri materiali, con più ripiani o vani per i prodotti. Si usa nelle corsie o vicino all'ingresso per lanci, promozioni e stagionalità, dando visibilità fuori dallo scaffale ordinario.
Etichetta destinata ai prodotti alimentari, con le informazioni obbligatorie per il consumatore come denominazione, ingredienti, allergeni, scadenza e lotto. Materiali, inchiostri e adesivi devono essere adatti all'uso e alla conservazione.
Etichetta o sigillo che, se rimosso o manomesso, lascia un segno evidente come strappi, scritte o residui. Garantisce l'integrità della confezione a consumatore e punto vendita ed è usata per alimenti, farmaci, ricambi e consegne.
Etichetta adesiva che copre un'apertura della confezione e si può staccare e riattaccare più volte. È tipica di salviette umidificate, affettati e prodotti da consumare in più momenti, e deve mantenere la presa senza lasciare residui.
Etichetta comune prevista dalle regole europee per indicare, con pittogrammi uguali in tutti i Paesi, di quale materiale è fatto l'imballaggio e come va conferito. Gli stessi simboli compaiono sui contenitori della raccolta, per aiutare il consumatore a separare bene.
Etichetta composta da un frontale stampato, uno strato di adesivo e un supporto siliconato da cui si stacca al momento dell'applicazione. Si applica senza colla né acqua, a mano o con etichettatrici, su bottiglie, vasetti, scatole e buste.
Etichetta che gira tutto intorno al contenitore, di solito con i due lembi sovrapposti e incollati. Offre più superficie per grafica e testi e si applica su bottiglie e barattoli cilindrici con etichettatrici adatte.
Etichetta a forma di arco, fustellata per adattarsi a bottiglie o vasetti con pareti inclinate. Una sagoma rettangolare su un contenitore conico si storcerebbe: il disegno va calcolato sulle misure reali del contenitore.
Etichetta applicata su ogni collo o pallet con i dati per riconoscerlo e rintracciarlo: articolo, codice, quantità, lotto, data e spesso un codice a barre logistico. Il cliente ne definisce di solito il contenuto e la posizione nel proprio capitolato.
Etichetta che rivela se una confezione è stata aperta o manomessa, perché si strappa o lascia una scritta quando la si rimuove. Può integrare ologrammi o codici unici contro la contraffazione su farmaci, cosmetici ed elettronica.
Etichetta il cui frontale è in carta, patinata, naturale o goffrata, scelta per la resa di stampa e il tatto. È diffusa su vino, alimentari e prodotti secchi; teme acqua e umidità se non è trattata o protetta da una vernice.
Etichetta con frontale in materiale plastico, come polipropilene o polietilene, che resiste ad acqua, oli e strappi. Si usa su flaconi, cosmetici, detergenti e prodotti refrigerati, dove la carta si rovinerebbe.
Etichetta composta da più strati sovrapposti, che si apre e si richiude come un piccolo libretto. Moltiplica lo spazio per testi, istruzioni e lingue senza ingrandire la confezione; è usata in farmaceutica, chimica e agrofarmaci.
Etichetta per vasetti, bicchieri e confezioni di candele, con materiali e adesivo che reggono il calore e il contatto con la cera. Per le candele profumate porta spesso anche le avvertenze di sicurezza previste per le miscele.
Etichetta per flaconi, tubi e vasetti di prodotti cosmetici, spesso in film per resistere a creme, oli e alcol. Unisce un'immagine curata alle indicazioni obbligatorie, come ingredienti, durata dopo l'apertura e avvertenze.
Etichetta per flaconi e tubi che si deformano quando vengono premuti, in film morbido e conformabile come il polietilene. Segue il movimento della parete senza staccarsi, raggrinzirsi o creparsi durante l'uso.
Etichetta pensata per le bottiglie di vino, con carte strutturate, nobilitazioni come oro a caldo e rilievo e adesivi adatti al vetro. Deve resistere a umidità e secchiello del ghiaccio e riportare le indicazioni previste per il vino.
Etichetta con un chip e un'antenna che si leggono via radio, senza bisogno di vederla e anche a distanza o a più etichette insieme. Si usa per inventari, logistica, antitaccheggio e tracciabilità; il supporto e la posizione vanno studiati con il materiale dell'imballo.
Etichetta con frontale in film trasparente che lascia vedere il contenitore o il prodotto. Richiede inchiostri coprenti, spesso un bianco di fondo sotto le grafiche, e un adesivo limpido che non ingiallisca nel tempo.
Macchina che stacca le etichette autoadesive dal supporto e le applica sui prodotti, in modo automatico o semiautomatico. Formato del rotolo, senso di avvolgimento e spazio tra le etichette si definiscono in base alle sue caratteristiche.
Due formati di fornitura delle etichette autoadesive: in fogli, per applicazione manuale o stampanti da ufficio, e in rotoli, per etichettatrici e stampanti a trasferimento termico. La scelta dipende da volumi e modalità di applicazione.
Regolamento europeo contro la deforestazione: chi immette sul mercato determinate materie prime e prodotti derivati, tra cui legno, pasta, carta e cartone, deve dimostrare con una dovuta diligenza che non provengono da terreni deforestati e che sono prodotti legalmente.
Certificato di circolazione delle merci che prova l'origine preferenziale dei prodotti nell'ambito degli accordi commerciali dell'Unione europea. Consente al cliente del paese partner di importare con dazio ridotto o nullo, se le regole d'origine sono rispettate.
Copolimero di etilene e alcol vinilico usato come strato sottile nei film coestrusi e laminati per la sua elevata barriera all'ossigeno. È sensibile all'umidità, per questo si inserisce tra strati protettivi come polietilene o polipropilene.
Sigla di Ex Works, franco fabbrica, l'Incoterm con cui il venditore mette la merce a disposizione nei propri locali e l'acquirente si occupa di carico, trasporto, sdoganamenti e rischi. È la resa con il minimo impegno per chi vende.
Nel PPWR è chi produce un imballaggio o un prodotto imballato, oppure lo fa progettare o fabbricare e lo immette sul mercato con il proprio nome o marchio. Ha la responsabilità della conformità: valutazione, documentazione tecnica, dichiarazione e marcature.
Ogni fila di prodotti uguali visibile frontalmente sullo scaffale, contata in larghezza. Il numero di facing assegnati a un prodotto ne determina la visibilità ed è oggetto di trattativa tra industria e distribuzione.
Macchina che raggruppa più confezioni, come bottiglie o lattine, e le avvolge in un film termoretraibile passato in un tunnel di calore. Crea fardelli compatti da trasportare, a volte con un vassoio o una falda in cartone.
Il contributo ambientale sugli imballaggi in plastica è diversificato in fasce in base a selezionabilità, riciclabilità e circuito di destinazione. Un imballaggio facilmente riciclabile ricade in una fascia con contributo minore; criteri e importi li stabilisce il consorzio.
Striscia di carta o di etichetta applicata attorno alla bottiglia o sopra la chiusura, per decorare o sigillare. Per alcune denominazioni del vino è anche la forma del contrassegno di Stato posto sul collo della bottiglia.
Striscia in carta, cartoncino o film che avvolge una forma o una confezione di formaggio. Porta marchio, origine e informazioni, decora e, in alcuni casi, tiene unita la confezione.
Larghezza della bobina finita, espressa in millimetri, ottenuta tagliando la bobina madre. Deve corrispondere al formato della confezionatrice del cliente e, se il materiale è stampato, alla disposizione delle grafiche sul nastro.
Fattura che accompagna la merce destinata fuori dall'Unione: indica venditore, compratore, descrizione, codice doganale, quantità, valore, resa e origine. È la base su cui la dogana calcola dazi e imposte, per questo deve essere coerente con gli altri documenti.
Documento che anticipa il contenuto della fattura definitiva, senza valore fiscale. Si usa per chiedere un acconto o un pagamento anticipato, per le pratiche d'importazione del cliente o per aprire una lettera di credito.
Folding Box Board, cartoncino per astucci con strati interni di pasta meccanica e strati esterni di pasta chimica sbiancata, tutti in fibra vergine. È leggero e rigido, con buona resa di stampa, e si usa per alimenti, cosmetici e farmaci.
Sigla di Free Carrier, franco vettore, l'Incoterm con cui il venditore consegna la merce, sdoganata all'esportazione, al vettore scelto dall'acquirente nel luogo convenuto. Da quel momento rischi e costi del trasporto passano a chi compra.
Interruzione della linea di confezionamento, prevista (manutenzione, cambio formato) o imprevista (guasti, problemi di materiale). Un film o un cartone con difetti di avvolgimento, giunte o planarità è tra le cause più frequenti di fermi non pianificati.
Le fibre lunghe, ricavate soprattutto dalle conifere, danno resistenza alla trazione e allo strappo; le fibre corte, dalle latifoglie, danno uniformità, opacità e una superficie migliore per la stampa. Ogni ciclo di riciclo accorcia le fibre.
La fibra vergine arriva direttamente dal legno ed è più pulita e resistente, quella riciclata dal recupero di carta e cartone. La scelta incide su resistenza, aspetto, costo, impronta ambientale e idoneità al contatto con alimenti.
Manifestazione dedicata a un comparto industriale e rivolta agli operatori, dove produttori di materiali, macchine e servizi presentano le novità. Per chi acquista imballaggi è l'occasione per confrontare più fornitori e tecnologie in pochi giorni.
Criterio di gestione del magazzino per cui il primo materiale entrato è il primo a uscire (First In, First Out). Per carte, film, adesivi e inchiostri, che con il tempo perdono proprietà, evita di usare lotti vecchi e di trovare difetti in linea.
File grafico definitivo, pronto per la stampa, con la grafica nelle misure reali, abbondanze, colori definiti, testi convertiti e immagini alla risoluzione corretta, più il tracciato di fustella o di saldatura su un livello separato.
Film plastico, di solito in polietilene, con bolle d'aria racchiuse tra due strati, usato per proteggere oggetti da urti e vibrazioni. Si impiega per avvolgere e riempire vuoti, oppure accoppiato a carta o alluminio e nelle buste imbottite.
Film colorato in massa con pigmenti bianchi, di solito biossido di titanio, che lo rendono coprente. Offre un fondo bianco per la stampa, nasconde il contenuto e protegge dalla luce prodotti sensibili come latticini e alimenti ricchi di grassi.
Film stirato dopo l'estrusione sia in direzione di macchina sia in direzione trasversale, come il polipropilene, il poliestere o la poliammide biorientati. La stiratura aumenta rigidità, resistenza, trasparenza e barriera e lo rende adatto a stampa e laminazione.
Film ottenuto estrudendo il polimero da una filiera piana su un cilindro raffreddato. Il raffreddamento rapido dà buona trasparenza, spessore uniforme e saldabilità; è il processo tipico del polipropilene cast e di molti film estensibili.
Film flessibile saldato sul bordo di vaschette e vassoi per chiudere la confezione. Può avere barriera, proprietà antiappannanti, apertura facilitata o stampa, e si sceglie in base al materiale della vaschetta.
Film in polietilene che si allunga molto e, avvolto in tensione intorno al carico, lo stringe grazie al ritorno elastico. Si usa soprattutto per stabilizzare i pallet nel trasporto, a mano o con avvolgitrici, e per proteggerli da polvere e umidità.
Film che riflette la luce con sfumature di colore cangianti, che cambiano con l'angolo di osservazione, senza un disegno olografico definito. Dà alle confezioni un effetto perlato e moderno, frequente in cosmetica e nelle confezioni regalo.
Film con superficie molto brillante e trasparente, che fa risaltare colori e prodotto attraverso la confezione. Si usa come strato esterno degli accoppiati o per laminare le stampe, a cui dà profondità e protezione.
Film plastico ricoperto sotto vuoto da uno strato sottilissimo di alluminio. Aumenta la barriera a luce, ossigeno e vapore acqueo rispetto al film base e dà un aspetto metallico; si usa da solo o accoppiato per snack, caffè, prodotti da forno e altro.
Film pigmentato nero che blocca la luce e dà un aspetto elegante, usato per caffè, prodotti di fascia alta o come strato interno. Il nerofumo può impedire il riconoscimento ottico negli impianti di selezione dei rifiuti, aspetto da valutare in progettazione.
Film con superficie non lucida, dall'effetto satinato e piacevole al tatto, usato come strato esterno per un aspetto più naturale o raffinato. Non va confuso con il film bianco coprente, che invece impedisce di vedere il contenuto.
Film progettato per mantenere la torsione delle estremità senza riaprirsi, come negli incarti di caramelle e cioccolatini. Deve unire tenuta alla torsione, rigidità, scorrevolezza in macchina e buona resa di stampa.
Film o rivestimento traspirante dentro cui il formaggio stagiona, che lascia uscire l'umidità e lo protegge da muffe e polvere. Permette forme senza crosta tradizionale e riduce gli scarti e il lavoro di pulizia in magazzino.
Film per plastificazione con una superficie a grana fine e leggermente ruvida, che ricorda la sabbia al tatto. Dà un aspetto opaco e un effetto tattile particolare, scelto per confezioni che vogliono farsi riconoscere anche con le dita.
Film ottenuto estrudendo il polimero fuso da una filiera circolare e gonfiandolo con aria in una bolla, che viene poi raffreddata, schiacciata e avvolta. È il processo tipico dei film in polietilene, anche coestrusi, con buona resistenza meccanica nelle due direzioni.
Film che, scaldato in un tunnel o con aria calda, si ritira e aderisce alla forma del prodotto. Si usa per raggruppare confezioni in fardelli, per avvolgere singoli prodotti e per le etichette a manicotto che rivestono tutto il contenitore.
Film che lascia vedere il prodotto attraverso la confezione, molto usato quando l'aspetto del contenuto aiuta la vendita. Trasparenza e brillantezza dipendono da polimero e lavorazione; con prodotti sensibili alla luce può servire una protezione in più.
Film trasparente in PET incollato dietro un'apertura fustellata di astucci e scatole, per mostrare il prodotto. È rigido, liscio, molto trasparente e resta piano, quindi si presta a finestre ampie e confezioni di aspetto curato.
Film trasparente in polipropilene usato per le finestre di astucci, scatole e sacchetti. Rispetto al PET è più leggero a parità di spessore e più flessibile, con buona barriera all'umidità e una trasparenza adatta alla maggior parte delle confezioni.
Lavorazione che applica un pezzo di film trasparente su un'apertura fustellata del cartoncino, così da mostrare il prodotto all'interno. Si esegue con macchine dedicate, dopo la fustellatura e prima della piega-incolla.
Patina biancastra sulla superficie del cioccolato: grassa, per migrazione del burro di cacao, o zuccherina, per condensa di umidità che scioglie e ricristallizza lo zucchero. Nasce soprattutto da sbalzi di temperatura, che imballo e stoccaggio corretti aiutano a evitare.
Capacità di un materiale di piegarsi e deformarsi senza rompersi o creparsi. Nei film barriera è importante perché le piegature ripetute, in macchina e nel trasporto, possono creare microfratture negli strati più rigidi e ridurre la protezione.
Flessografia, stampa con lastre flessibili in fotopolimero a rilievo, inchiostrate da un rullo anilox. È versatile su film, carta, cartone ed etichette, con forme di stampa meno costose dei cilindri del rotocalco.
Immissione di azoto nella confezione prima della chiusura per sostituire l'aria e ridurre l'ossigeno. Rallenta ossidazione e irrancidimento di snack, caffè e frutta secca e richiede un imballaggio con buona barriera e saldature a tenuta.
Foglio di istruzioni inserito nella confezione di un medicinale, con indicazioni, posologia, controindicazioni ed effetti indesiderati. Si stampa su carta sottile e si piega in più parti per stare nell'astuccio.
Alluminio laminato in spessori sottilissimi, usato da solo o accoppiato con carta e film. È una barriera quasi completa a luce, ossigeno, umidità e aromi, tiene la piega e resiste al calore, ma non è trasparente e soffre le flessioni ripetute.
Incarto ottenuto piegando il foglio attorno al prodotto, senza saldature, come per tavolette di cioccolato, gomme in lastrina o dadi da brodo. Il materiale deve tenere la piega, cosa in cui alluminio e alcune carte riescono meglio dei film.
Insieme delle azioni dopo un incontro o una fiera: invio delle offerte, dei campioni e delle informazioni promesse, nuovo contatto per fissare i passi successivi. Un follow-up rapido e ordinato trasforma un contatto in una trattativa.
Fondo di astuccio che si chiude piegando e incastrando a mano le alette sagomate, senza colla. È economico e semplice da formare, adatto a prodotti leggeri o di peso medio, ma più lento da montare del fondo automatico.
Fondo di astuccio preincollato che si forma da solo quando l'astuccio, consegnato piatto, viene aperto e messo in volume. Velocizza il confezionamento manuale o semiautomatico e dà un fondo robusto, adatto anche a prodotti pesanti.
Struttura di scatola formata da due pezzi separati: una base e un coperchio che vi si infila sopra. Il coperchio può coprire tutta l'altezza o solo una parte, e l'aderenza tra i due pezzi determina la qualità percepita.
Caratteri inclusi all'interno del file PDF, in modo che il documento si apra e si stampi con i font corretti anche dove non sono installati. Sono un requisito tipico dei file destinati alla prestampa.
Confezionatrice che forma la confezione partendo dalla bobina, la riempie e la salda in un unico ciclo. Nelle verticali il film si avvolge intorno a un tubo formatore, nelle orizzontali avvolge il prodotto; il materiale deve scorrere e saldare bene ad alta velocità.
Formati di imballaggio che il PPWR non ammette più per determinati usi, elencati in un allegato: tra questi alcuni imballaggi monouso in plastica per frutta e verdura fresche, per porzioni monodose consumate sul posto e per prodotti da toilette negli hotel.
Formato standard del foglio di carta e cartoncino, 70 per 100 centimetri, usato nella stampa offset e in cartotecnica. Su questo formato si calcola quante pose stanno in un foglio, e quindi la resa e il costo di astucci, etichette e vassoi.
Macchina che monta vassoi e vaschette in cartoncino o cartone partendo da fustellati piatti, piegandoli e incollandoli o incastrandoli. Si usa prima del riempimento o per vassoi da trasporto ed esposizione.
Fornitore che ha superato il processo di approvazione del cliente: verifica di documenti, certificazioni, campioni, prove in linea e spesso un audit. Solo i fornitori qualificati entrano nell'elenco da cui l'ufficio acquisti può ordinare.
Foro sagomato a forma di cappello, ricavato nella parte alta della confezione per appenderla agli espositori a gancio. È il formato più diffuso nei punti vendita e richiede una zona saldata robusta, capace di reggere il peso del prodotto.
Forza necessaria a separare due strati di un materiale accoppiato, misurata con una prova di pelatura su strisce di larghezza definita. Una buona adesione evita delaminazioni in saldatura, in macchina, nei trattamenti termici e durante la vita del prodotto.
Forza necessaria per aprire una saldatura raffreddata, misurata tirando una striscia di larghezza definita ed espressa in newton. Indica la tenuta della chiusura e, nelle confezioni pelabili, anche la facilità di apertura per il consumatore.
Ossidazione dei grassi o dei pigmenti di un alimento causata dalla luce, che porta a odori sgradevoli e perdita di colore. Si previene con materiali opachi o metallizzati che schermano la luce, soprattutto per snack, latticini e oli.
Pittogramma del calice indicato dalle norme sui simboli di manipolazione: avverte che il contenuto è delicato e il collo va trattato con cura. Si stampa sull'imballo di trasporto, insieme agli altri simboli, nelle posizioni ben visibili.
Materiale superiore dell'etichetta autoadesiva, in carta o film, che riceve la stampa e resta visibile sul prodotto. La sua scelta incide su aspetto, resistenza ad acqua e sfregamento e adattabilità a superfici curve o comprimibili.
Strato stampabile dell'etichetta realizzato in polipropilene bianco opaco invece che in carta. Resiste ad acqua, umidità e a molti prodotti chimici e si usa su flaconi, detergenti, cosmetici e prodotti conservati in frigorifero.
Prodotti ricchi di grassi, sensibili a ossigeno, luce e umidità, che li fanno irrancidire o perdere croccantezza. Si confezionano in buste ad alta barriera, spesso con azoto e chiusura richiudibile.
Certificazione internazionale della gestione forestale responsabile, con una catena di custodia che segue il materiale dalla foresta al prodotto. Per carta e cartoncino permette di dichiarare l'origine delle fibre e, con filiera certificata, di usare il marchio sull'imballo.
Lavorazione che taglia il cartoncino o il cartone nella sagoma dell'imballaggio con una fustella, cioè una forma con lame e filetti montati su una base. Nello stesso passaggio crea anche le cordonature per le pieghe e le eventuali aperture per finestre.
Procedura competitiva in cui più fornitori presentano un'offerta su specifiche, volumi e condizioni fissati dal compratore. Nel settore privato può svolgersi anche in forma di asta online; il risultato dipende dalla chiarezza del capitolato.
Ordine di importanza visiva degli elementi sulla confezione: marca, prodotto, variante, plus, informazioni obbligatorie. Guida lo sguardo del consumatore a scaffale e aiuta a far trovare subito ciò che serve per scegliere.
Unione di due tratti di materiale all'interno della stessa bobina, fatta con nastro adesivo quando il nastro si interrompe o si elimina un difetto. Numero di giunte ammesse e modo di eseguirle si fissano nella specifica.
Dispositivo dello svolgitore che unisce la bobina nuova a quella in esaurimento senza fermare la macchina. Per funzionare bene richiede bobine con anima, diametro e giunte uniformi, e un materiale che non si stacchi o non si rompa nel punto di unione.
Carta supercalandrata, liscia e semitrasparente, siliconata su un lato, usata come supporto delle etichette autoadesive in bobina. Il silicone fa staccare l'etichetta in modo pulito in etichettatrice; resistenza e planarità ne garantiscono lo scorrimento.
Misura di quanto una superficie appare bianca all'occhio, rilevata con strumenti secondo scale standard. Incide sulla resa dei colori e sull'aspetto dell'astuccio a scaffale; dipende anche dagli sbiancanti ottici, da valutare per il contatto con alimenti.
Peso in grammi di un metro quadrato di carta, cartoncino, film o accoppiato. È il dato con cui si confrontano i materiali, si calcolano resa e peso dell'imballo e si verifica in accettazione che la fornitura corrisponda alla specifica.
Criterio con cui si sceglie la grammatura della carta in base all'impiego: più leggera per incarti e accoppiamenti flessibili, intermedia per etichette e sacchetti, più alta per astucci e scatole. Una grammatura in eccesso aggiunge costo e peso senza vantaggi.
Strato di inchiostro coprente che si rimuove grattando con un'unghia o una moneta e nasconde un codice o un messaggio sottostante. Nel packaging si usa per concorsi, codici promozionali e sistemi di autenticazione del prodotto.
Formaggio grattugiato confezionato in buste, vaschette o barattoli, spesso in atmosfera protettiva. L'imballo deve fare da barriera a ossigeno e umidità, saldare bene anche con polvere sulle saldature e, spesso, potersi richiudere dopo l'apertura.
Pratica di presentare un prodotto o un'azienda come più rispettosi dell'ambiente di quanto siano, con parole, immagini o simboli vaghi o non dimostrati. Nel packaging riguarda spesso riciclabilità, compostabilità e contenuto riciclato.
Pieghe o ondulazioni del film che si formano in svolgimento, stampa, accoppiamento o saldatura, per tensioni irregolari o bobine difettose. Rovinano l'aspetto della confezione e possono compromettere la tenuta delle saldature.
Unità della macchina da stampa che applica una vernice protettiva o di finitura subito dopo i colori, nello stesso passaggio. Permette di ottenere effetti lucidi o opachi e resistenza allo sfregamento senza una lavorazione separata.
Standard che inserisce i codici di identificazione del prodotto, come articolo, lotto e scadenza, in un indirizzo web codificato di solito in un codice bidimensionale. Lo stesso codice può servire alla cassa, alla tracciabilità e a portare il consumatore a informazioni online.
Simbologia di codice a barre lineare che, con gli identificatori di applicazione, codifica più informazioni in una sola stringa: codice articolo, lotto, scadenza, quantità, codice del collo. È la base delle etichette logistiche su cartoni e pallet.
Motivo di linee sottili e intrecciate, generato con programmi dedicati, tipico di banconote e documenti di valore. Inserito nella grafica di confezioni ed etichette rende difficile la riproduzione con scanner e stampa, che ne perdono la finezza.
Sistema di analisi dei pericoli e dei punti critici di controllo (Hazard Analysis and Critical Control Points) che le imprese alimentari devono applicare. Individua dove possono nascere rischi per la sicurezza del cibo, anche dagli imballaggi, e come tenerli sotto controllo.
Certificazioni di conformità alle regole alimentari islamiche ed ebraiche. Per l'imballaggio riguardano soprattutto i materiali a contatto e le sostanze usate in produzione, come additivi o lubrificanti di origine animale, e possono essere richieste per alcuni mercati.
Polietilene ad alta densità, con catene poco ramificate, più rigido, meno trasparente e con migliore barriera all'umidità rispetto all'LDPE. Si usa per sacchetti sottili e fruscianti, sacchi, flaconi, tappi e film per prodotti secchi.
Adesivo o rivestimento termoplastico senza solvente, applicato fuso, che fa presa raffreddandosi. Nell'accoppiamento si usa per unire carte e film o per dare a una carta, con uno strato continuo, saldabilità e protezione dall'umidità.
Adesivo termoplastico applicato fuso che incolla in pochi istanti angoli e alette di vaschette e scatole sulle macchine formatrici. Per vaschette fornabili e alimentari deve reggere il calore previsto ed essere idoneo all'uso alimentare.
Resistenza della saldatura quando è ancora calda, prima che si raffreddi. Conta soprattutto nelle confezionatrici verticali, dove il prodotto cade sulla saldatura appena fatta: un hot tack basso fa aprire le buste in linea.
Imballaggio in cui carta o cartone sono il materiale principale, anche con rivestimenti o strati sottili di plastica o alluminio per barriera e saldatura. La composizione decide come viene classificato e se può essere riciclato con la carta.
Imballaggio che cambia forma con il contenuto, realizzato con film, carte sottili, alluminio o loro accoppiati: buste, flowpack, incarti, sacchetti, coperchi. Usa poco materiale rispetto al prodotto e arriva spesso in bobina.
Imballaggio composto da più strati di materiali uguali o diversi, uniti per accoppiamento o coestrusione, ciascuno con una funzione. Offre alte prestazioni con poco materiale, ma strati di natura diversa rendono più complesso il riciclo.
Imballaggio che mantiene la propria forma anche vuoto, come bottiglie, barattoli, lattine, vasetti, scatole in cartone spesso o casse. Offre protezione meccanica e impilabilità, ma usa più materiale e occupa più spazio da vuoto.
Imballaggio progettato per compiere più rotazioni nel suo ciclo di vita, venendo riempito o usato di nuovo per lo stesso scopo. Richiede robustezza, un sistema di ritorno e lavaggio e una logistica organizzata.
Imballaggio che tiene la sua forma ma cede sotto pressione, come vaschette termoformate, coppette, blister e astucci in cartoncino. Spesso si chiude con un film o un coperchio flessibile saldato sul bordo.
Protezioni che accompagnano le bobine fino alla macchina del cliente: avvolgimento in film estensibile, tappi o dischi alle estremità, protezioni dei bordi, interfalde, barriera all'umidità ed etichette. Un imballo inadeguato si traduce in bordi ammaccati e scarti.
Imballo pensato per spedizioni via mare e lunghe giacenze, quando la merce è esposta a umidità salina, condensa e sollecitazioni. Di solito combina casse o gabbie in legno, sacchi barriera saldati, essiccanti e fissaggi interni.
Scurimento di un alimento dovuto a reazioni enzimatiche, come nella frutta e verdura tagliate a contatto con l'ossigeno, o non enzimatiche durante la conservazione. Si limita con barriera all'ossigeno, atmosfera modificata e temperatura adeguata.
Pittogramma che indica quanti colli o quale peso massimo si possono sovrapporre al collo che lo riporta. Protegge l'imballo dallo schiacciamento in magazzino e durante il trasporto; il valore dipende dalla resistenza a compressione della scatola.
Disposizione delle singole grafiche sul foglio o sulla bobina di stampa, con numero di pose, orientamenti e spazi necessari. Una buona imposizione riduce gli scarti di materiale e tiene conto di fustella, direzione della fibra e lavorazioni successive.
Macchina che avvolge un prodotto in carta, film o alluminio con pieghe o torsioni, come per burro, formaggi, caramelle e cioccolatini. Lavora da bobina o da foglio e deve gestire materiali sottili con grande precisione.
Chiusura di caramelle e cioccolatini con un foglio avvolto attorno al prodotto e ruotato alle due estremità. Richiede un materiale che mantenga la torsione senza riaprirsi, come carte twist, film adatti o accoppiati con alluminio.
Involucro conico, spesso in carta accoppiata ad alluminio o in cartoncino, che contiene il cono gelato confezionato. Sostiene la cialda, la protegge dall'umidità e porta grafica e informazioni, con una linguetta per l'apertura.
Busta in film flessibile, saldata sui lati o a flusso, che avvolge ghiaccioli e gelati su stecco. Deve saldarsi bene, restare integra alle basse temperature, reggere la condensa e aprirsi con facilità.
Foglio stampato, di solito in film metallizzato, polipropilene o alluminio accoppiato, che avvolge l'uovo e si chiude in alto con un nastro o una chiusura. Deve tenere la forma, resistere agli strappi e valorizzare la grafica a scaffale.
Inchiostro dai colori molto accesi, fuori dalla gamma ottenibile con la quadricromia, che risalta sotto la luce ultravioletta. Serve a dare visibilità a scaffale a promozioni, novità e richiami; alcuni pigmenti tendono a sbiadire con la luce.
Inchiostro con pigmenti metallici, di solito alluminio per l'argento o bronzo per l'oro, che dà un riflesso metallico senza laminazione a caldo. È meno brillante di una lamina, ma si stampa in linea con gli altri colori e costa meno.
Inchiostro con pigmenti perlescenti, come lamelle minerali rivestite di ossidi metallici, che danno un riflesso iridescente simile alla madreperla. Si usa per dare risalto a marchi e decorazioni su astucci, etichette e film.
Inchiostro o vernice che contiene fragranze in microcapsule, che si rompono e rilasciano il profumo quando la superficie viene strofinata. Si usa in comunicazione e promozioni; con gli alimenti vanno valutati il contatto e il rischio di trasferimento di odori.
Inchiostro che cambia colore o diventa trasparente al variare della temperatura, in modo reversibile o irreversibile. Si usa per verificare l'autenticità strofinando con un dito o per segnalare la temperatura del prodotto, ad esempio una bevanda fredda.
Inchiostro incolore che diventa visibile solo sotto una lampada a luce ultravioletta. Si usa come elemento nascosto per verificare l'autenticità di confezioni ed etichette, senza alterare la grafica visibile.
Nomenclatura internazionale degli ingredienti cosmetici, usata per l'elenco obbligatorio sulla confezione. Gli ingredienti compaiono in ordine decrescente di peso e l'elenco deve essere leggibile su etichetta, astuccio o foglietto.
Lavorazione che crea sulla superficie ramata del cilindro da rotocalco le celle destinate all'inchiostro, per via elettromeccanica, laser o chimica, prima della cromatura. Profondità e forma delle celle decidono intensità del colore e resa dei dettagli.
Clausola che lega il prezzo all'andamento di un indice concordato, come le quotazioni di polimeri, alluminio, carta o energia. Fissa in anticipo come e quando il prezzo si aggiorna, evitando di rinegoziare a ogni variazione.
Tecnologia di stampa senza contatto che deposita minuscole gocce d'inchiostro sulla superficie. Sulle linee di confezionamento si usa per lotti, date e codici su film, cartone e contenitori; la tenuta dipende dalla compatibilità tra inchiostro e materiale.
Elemento interno in cartone, cartoncino, schiuma o polpa di cellulosa, con incavi su misura che tengono fermo il prodotto. Lo protegge durante il trasporto e lo presenta in modo ordinato all'apertura della confezione.
Piccolo taglio o tacca sul bordo saldato della busta che indica dove iniziare lo strappo e permette di aprire senza forbici. Funziona bene se il materiale si strappa in modo regolare nella direzione prevista, eventualmente con l'aiuto di un pretaglio.
Foglio sottile di carta o film inserito tra le fette di formaggio o di salume, perché si separino con facilità. Deve staccarsi in modo pulito senza lasciare residui ed essere adatto al contatto con gli alimenti.
Conteggio fisico dei materiali presenti in magazzino, confrontato con le giacenze registrate. Serve a correggere le differenze, a individuare materiali scaduti o obsoleti e a valorizzare le scorte nel bilancio; può essere annuale o a rotazione durante l'anno.
Copolimero dell'etilene con legami ionici, usato come strato saldante. Dà ottimo hot tack, salda anche in presenza di polveri o grassi, resiste agli oli e aderisce bene all'alluminio, per prodotti difficili come carni, formaggi e polveri.
Alterazione dei grassi per ossidazione o idrolisi, che produce odori e sapori sgradevoli. Ossigeno, luce e calore la accelerano: per prodotti come snack, frutta secca e biscotti servono imballi con barriera all'ossigeno e alla luce.
Certificazione internazionale della tracciabilità di materie prime riciclate, rinnovabili o di origine biologica lungo la filiera. Con il metodo del bilancio di massa consente di attribuire contenuto circolare a polimeri e film prodotti insieme a materie prime tradizionali.
Area espositiva isolata nelle corsie, spesso un pallet o un espositore in cartone, dedicata a promozioni e lanci. L'imballo deve reggere il peso, essere facile da allestire e farsi riconoscere da più lati e da lontano.
Controllo in linea che attraversa la confezione con i raggi X e rileva corpi estranei densi come metallo, vetro, pietre e ossa, anche dentro imballi in alluminio. Può verificare anche livello di riempimento, pezzi mancanti e integrità del prodotto.
Forma di saldatura del soffietto di fondo in una busta stand up, in cui le saldature laterali si aprono in diagonale verso il basso ricordando una K. Distribuisce il peso sugli angoli e migliora stabilità e aspetto delle buste con prodotti pesanti.
Carta prodotta con pasta chimica al solfato, dalle fibre lunghe che le danno elevata resistenza a strappo e trazione. Si usa naturale, color avana, o sbiancata per sacchi, buste, carte da imballo, shopper e strati di cartone ondulato.
Carta kraft lisciata e lucidata su un solo lato grazie al passaggio su un grande cilindro essiccatore riscaldato. Il lato liscio si presta a stampa e accoppiamento, l'altro resta ruvido; si usa per sacchetti, buste e laminati.
Carta per le copertine del cartone ondulato prodotta in prevalenza da fibre vergini kraft, molto resistente. Si usa, bruna o bianca, per scatole che devono reggere carichi pesanti, umidità o lunghi trasporti.
Rivestimento applicato su alluminio, carta o film che lo rende saldabile a caldo su un altro materiale, per esempio un coperchio su una coppetta. Può essere formulata per una chiusura salda o pelabile, secondo il contenitore da chiudere.
Nastro sottile composto da un supporto in poliestere, uno strato colorato o metallizzato e un adesivo che si attiva con il calore. Nella stampa a caldo il cliché riscaldato la preme sul supporto e trasferisce solo la parte del decoro.
Lamina a caldo trasparente o semitrasparente con riflessi di madreperla, che lascia intravedere il colore sottostante. Dà un effetto delicato e luminoso, usato su confezioni cosmetiche, alimentari di pregio e regali.
Lamina a caldo con uno strato di colore pieno e opaco, non metallico, come bianco, nero o tinte vivaci. Permette di stampare a caldo colori coprenti anche su carte scure o materiche, dove l'inchiostro renderebbe poco.
Accoppiamento di due supporti, come film, carta o alluminio, con un adesivo steso su uno dei due e poi pressati insieme. L'adesivo può essere a solvente, senza solvente o ad acqua, e serve un tempo di reticolazione prima di tagliare il materiale.
Accoppiamento in cui un polimero fuso, di solito polietilene, viene estruso tra due supporti e li unisce raffreddandosi. Lo strato estruso fa da collante e insieme aggiunge spessore, corpo e barriera all'umidità.
Larghezza del materiale che serve davvero alla confezione, al netto dei rifili e delle zone di lavorazione. Indica anche la larghezza massima che una macchina può accettare: va concordata con il cliente perché determina il taglio delle bobine e lo sfrido.
Lastra flessibile in materiale fotosensibile che, esposta alla luce attraverso l'immagine e poi sviluppata, conserva in rilievo solo le parti da stampare. È la forma di stampa della flexo e si monta sui cilindri portacliché con nastri biadesivi.
Nel foglio di alluminio sottile l'ultima laminazione si fa con due fogli sovrapposti: il lato a contatto con i cilindri esce lucido, quello a contatto con l'altro foglio esce opaco. Scegliere quale lato resta in vista cambia l'aspetto dell'imballo.
In una carta o in un film da accoppiare si distingue la faccia destinata alla stampa da quella che riceve l'adesivo o lo strato estruso. Ognuna ha finitura e trattamento adatti al suo compito, e invertirle compromette stampa o adesione.
Life cycle assessment, cioè valutazione del ciclo di vita: metodo regolato dalle norme ISO 14040 e 14044 che misura gli impatti ambientali di un imballaggio dalle materie prime al fine vita. Permette di confrontare soluzioni diverse su basi documentate.
Polietilene a bassa densità, con catene ramificate, morbido, trasparente e facile da saldare. Si usa per film termoretraibili, sacchetti, strati saldanti degli accoppiati e rivestimenti per estrusione su carta e alluminio.
LDPE steso fuso direttamente su carta, alluminio o film, oppure tra due supporti per unirli. Diventa uno strato saldante e di barriera all'umidità, oppure fa da collante nella laminazione per estrusione, senza adesivi a solvente.
Tempo che passa tra la conferma d'ordine e la merce pronta o consegnata. Comprende approvazione della grafica, preparazione degli impianti di stampa, approvvigionamento dei materiali, produzione, taglio e trasporto.
Impegno scritto della banca del compratore a pagare il venditore quando questi presenta documenti conformi a quanto stabilito: fattura, documento di trasporto, certificati. È diffusa nelle esportazioni verso paesi in cui il rischio di pagamento è più alto.
Numero di linee di punti per pollice di un retino, espresso in lpi. Una lineatura alta dà immagini più fini ma richiede supporti e processi adatti, quindi va scelta in base al materiale e alla tecnica di stampa.
Supporto di carta o film rivestito di silicone su cui viaggiano le etichette autoadesive fino all'applicazione. Protegge l'adesivo e deve rilasciarlo in modo regolare; spessore e resistenza del liner influiscono sul funzionamento dell'etichettatrice.
Piccola parte del film o del coperchio lasciata libera dalla saldatura, che offre una presa alle dita e avvia l'apertura. Nelle scatole è invece un lembo o un nastro che guida lo strappo lungo una linea prestabilita.
Grado di levigatezza della superficie di carta e cartoncino, misurato con prove che rilevano il passaggio d'aria o il profilo della superficie. Una superficie più liscia trasferisce l'inchiostro in modo più uniforme e dà stampe più nitide.
Elenco dei prezzi standard del fornitore per articoli, formati e quantità, valido per un periodo definito. Fa da base per offerte e sconti, mentre gli articoli su misura, come quelli stampati, di solito si quotano caso per caso.
Polietilene lineare a bassa densità, polimero con buona tenacità, resistenza alla perforazione e allungamento. Si usa per film estensibili, sacchi e come strato saldante nei poliaccoppiati, perché dà saldature resistenti e una buona tenuta a caldo.
Pittogramma che chiede di tenere il collo lontano da fonti di calore e dall'esposizione diretta al sole. Riguarda materiali che possono deformarsi, incollarsi o alterarsi con la temperatura, come film, adesivi e alcuni prodotti alimentari.
Codice che identifica un insieme di confezioni prodotte o confezionate in condizioni praticamente uguali. Si stampa sull'imballo insieme alle altre informazioni variabili e permette la rintracciabilità e, se serve, il ritiro mirato dal mercato.
Contratto con cui un'azienda affida a un agente l'incarico di promuoverne i prodotti. Stabilisce prodotti, zona, eventuali clienti esclusi, provvigioni, durata ed eventuale esclusiva, e regola come l'agente opera per conto della rappresentata.
Nelle etichette in bobina indica l'anima, il tubo di cartone o plastica su cui è avvolto il rotolo, e per estensione l'albero della macchina che lo regge. Il diametro interno deve corrispondere a quello richiesto dall'etichettatrice.
Prodotto venduto con il marchio dell'insegna della distribuzione e realizzato da un produttore terzo su sue specifiche. L'insegna definisce grafica, capitolati e controlli, e l'imballo deve rispettarli con costanza anche quando i fornitori sono più di uno.
Codifica senza inchiostro in cui un raggio laser modifica o asporta uno strato superficiale del materiale, lasciando un segno permanente. Richiede un supporto adatto o una zona trattata con un rivestimento sensibile al laser e non usa materiali di consumo.
Distanza minima dalle linee di taglio, piega e saldatura entro cui non si mettono testi, loghi e informazioni importanti. Assorbe le tolleranze di stampa e taglio; verso l'esterno si aggiunge l'abbondanza, cioè la grafica che va oltre il taglio.
Esposizione di grandi quantità dello stesso prodotto, spesso su pallet o in cataste, fuori dallo scaffale ordinario. Comunica abbondanza e convenienza ed è tipica di promozioni, lanci e ricorrenze stagionali nella grande distribuzione.
Materiale ottenuto dal riciclo dei rifiuti che, avendo cessato la qualifica di rifiuto secondo la normativa, può sostituire la materia prima vergine. Per la plastica riguarda scaglie e granuli rigenerati usati in nuovi prodotti o imballaggi.
Supporti usati nel negozio per attirare l'attenzione su un prodotto, come espositori, cartelli, crowner, wobbler e stopper. Si producono in cartone, cartoncino o plastica e accompagnano promozioni, lanci e stagionalità.
Confezione rigida a forma di parallelepipedo che si ottiene togliendo l'aria al caffè macinato in una busta ad alta barriera. Il vuoto la rende dura e compatta; il materiale deve essere robusto, senza microfori e con saldature a perfetta tenuta.
Polietilene orientato in direzione macchina, stirato dopo l'estrusione per diventare più rigido, trasparente, stampabile e resistente al calore. Prende il posto del PET come strato esterno nelle strutture tutte in polietilene pensate per il riciclo.
Insieme delle operazioni che preparano la macchina a un nuovo lavoro, dal montaggio di cilindri o lastre al carico degli inchiostri, fino alla regolazione di registro e colore e alla prima copia approvata. Tempi e scarti di avviamento pesano sul costo delle tirature brevi.
Apparecchio di fine linea che individua e scarta i prodotti alimentari con corpi estranei metallici. Un imballo con foglio di alluminio può impedirne il controllo, mentre i film metallizzati in genere lo consentono: la scelta va verificata con la linea.
Film metallizzato abbinato a una tinta trasparente, che dà riflessi metallici in colori diversi dall'argento, come oro, rame, rosso o blu. Si usa in plastificazione e accoppiamento per ottenere effetti metallici senza stampare inchiostri speciali.
Materiale metallizzato con alluminio e coperto da una lacca gialla o ambrata che ne trasforma il riflesso in dorato. Si usa per dolciumi, cioccolato, liquori e prodotti da regalo, dove si vuole un effetto prezioso senza metalli preziosi.
Processo in cui l'alluminio viene fatto evaporare in una camera sotto vuoto e si deposita in uno strato sottilissimo su film o carta. Dà aspetto metallico e barriera a luce, ossigeno e umidità con una quantità minima di metallo.
Lunghezza del materiale avvolto in una bobina, misurata lungo il nastro. Moltiplicati per la fascia danno i metri quadrati; servono a pianificare i cambi bobina sulla confezionatrice e a calcolare quante confezioni si ottengono.
Pallet con dimensioni pari alla metà di un pallet standard, usato per consegne ridotte ed espositori a terra. Nella grande distribuzione permette di portare in corsia promozioni compatte senza passare dallo scaffale.
Serie di fori molto piccoli praticati in un film, spesso con il laser, per regolare lo scambio di gas e di umidità. Nei formaggi che respirano evita la condensa all'interno e mantiene la crosta in buone condizioni.
Unità di misura dello spessore di film e fogli sottili: 1 µm è un millesimo di millimetro. Nel packaging flessibile ogni strato si indica in micron, e lo spessore incide su resistenza, barriera, macchinabilità e quantità di materiale usata.
Cartone ondulato con onde molto basse e fitte, sottile e liscio. Permette stampe di qualità e fustellature precise, per cui si usa in astucci, scatole per la vendita e confezioni che devono unire robustezza e buona presentazione a scaffale.
Il susceptor è uno strato metallizzato sottilissimo, accoppiato al cartoncino, che assorbe le microonde e si scalda. Permette di dorare e rendere croccanti cibi come pizze, panini e popcorn, che nel microonde da soli resterebbero molli.
Testo stampato in caratteri così piccoli da sembrare una linea a occhio nudo, leggibile solo con una lente. Le copie fatte con scanner o stampanti comuni lo rendono illeggibile, per questo è un elemento di sicurezza semplice ed efficace.
La migrazione globale è la quantità totale di sostanze che passano dall'imballo all'alimento o a un simulante; quella specifica riguarda una singola sostanza con un proprio limite. Si misurano con prove in condizioni di tempo e temperatura simili all'uso.
Principio di progettazione che riduce peso e volume dell'imballaggio al minimo necessario per proteggere, trasportare e presentare il prodotto, senza compromettere sicurezza, conservazione e accettazione da parte del consumatore.
Quantità minima che il fornitore accetta di produrre per un articolo, espressa in metri, chili, metri quadrati o pezzi. Dipende da avviamenti, impianti di stampa e formati delle bobine madri, e incide molto sul prezzo unitario.
Sigla di Materiali e Oggetti destinati al Contatto con gli Alimenti. Le norme europee e nazionali chiedono che non cedano sostanze in quantità pericolose o tali da alterare il cibo, e che siano prodotti con buone pratiche e tracciabili.
Modello fisico o digitale che mostra come apparirà la confezione finita, con forma, grafica e finiture. Si usa per approvazioni interne, test con i consumatori e presentazioni, prima di investire in impianti di stampa e fustelle.
Struttura in cui tutti gli strati sono a base di polipropilene, per esempio BOPP stampato accoppiato a CPP o a BOPP metallizzato. È progettata per il riciclo nel flusso del polipropilene, mantenendo il più possibile le prestazioni delle strutture multimateriale.
Imballaggio fatto di un'unica famiglia di materiale, per esempio solo polietilene, solo polipropilene o solo carta, con eventuali componenti minori compatibili. È più semplice da selezionare e riciclare di un poliaccoppiato di materiali diversi.
Confezione che contiene una sola porzione di prodotto, come un formaggio fresco o un dessert, pensata per il consumo in un'unica volta. Richiede apertura facile, buona protezione in un piccolo formato e una grafica leggibile in poco spazio.
Materiale formato da un solo strato, per esempio un unico film o una carta non accoppiata. È semplice da produrre e da avviare al riciclo, ma offre meno combinazioni di barriera, saldabilità e resistenza di una struttura a più strati.
Idrocarburi di oli minerali, saturi (MOSH) e aromatici (MOAH), che possono migrare negli alimenti da carte e cartoni riciclati, inchiostri, lubrificanti o altre fonti. Sono oggetto di monitoraggio e di valutazioni del rischio da parte delle autorità europee.
Confezione che raggruppa più unità dello stesso prodotto, per esempio più bustine in un'unica busta o più bottiglie in un fardello. Si usa per formati famiglia e promozioni e deve essere facile da aprire e da trasportare.
Nero ottenuto aggiungendo al nero della quadricromia una parte di ciano, magenta o giallo, per renderlo più profondo e coprente sulle grandi campiture. Va evitato su testi piccoli e linee sottili, dove un minimo fuori registro crea aloni colorati.
Tecnologia di comunicazione senza fili a cortissima distanza (Near Field Communication) che permette a uno smartphone di leggere un'etichetta avvicinandolo. Sulla confezione serve a verificare l'autenticità o a portare il consumatore a contenuti digitali.
Sigla inglese delle sostanze non aggiunte intenzionalmente: impurità, prodotti di reazione o di degradazione presenti in un materiale senza essere stati usati di proposito. Vanno considerate nella valutazione del rischio per il contatto con alimenti.
Mancato rispetto di un requisito fissato da specifica, capitolato, norma o contratto, rilevato su un materiale o su un processo. Viene registrata, analizzata nelle cause e gestita con selezione, rilavorazione, scarto o accettazione in deroga.
Pittogramma del gancio barrato: il collo non va sollevato o spostato con ganci manuali, che potrebbero forare l'imballo e danneggiare il contenuto. È importante per sacchi, scatole e bobine avvolte in film.
Specifiche militari statunitensi che fissano requisiti e metodi di prova per materiali e imballi, per esempio per i laminati barriera che proteggono dall'umidità. Sono adottate anche nell'industria civile come riferimento riconosciuto per imballi tecnici.
Documento contabile con cui il fornitore riduce o annulla, in tutto o in parte, una fattura già emessa, ad esempio dopo un reso, un reclamo accolto o una differenza di prezzo. Rettifica l'importo dovuto senza emettere una nuova fattura.
Numeri di serie, progressivi o casuali, stampati su ogni confezione o etichetta e registrati in una banca dati. Il controllo del numero permette di riconoscere i duplicati e le copie e di risalire al lotto e al canale di vendita.
Stampa su ogni etichetta di un numero diverso in sequenza, per identificare le singole bottiglie di edizioni limitate o tirature numerate. Si realizza in genere con stampa digitale o a getto d'inchiostro, anche in linea.
Quote di imballaggi riutilizzabili, o di prodotti venduti in imballaggi riutilizzabili, che il PPWR richiede per alcune categorie, come imballaggi per il trasporto, imballaggi multipli e alcune bevande. Percentuali, esenzioni e scadenze sono fissate dal regolamento.
Alterazione dell'odore o del sapore di un alimento causata da sostanze rilasciate dall'imballaggio, come solventi residui, monomeri o prodotti di ossidazione. Si verifica con test sensoriali e analisi ed è critica per prodotti delicati o grassi.
Il cioccolato assorbe facilmente odori esterni e quelli rilasciati da inchiostri, solventi residui, adesivi e cartoni. Per questo gli imballaggi destinati al cioccolato richiedono materiali a basso odore e prove sensoriali di trasferimento prima dell'approvazione.
Indicatore dell'efficienza complessiva di un impianto (Overall Equipment Effectiveness), prodotto di disponibilità, prestazione e qualità. Mostra quanto si perde per fermi, rallentamenti e scarti, compresi quelli dovuti al materiale di imballaggio.
Proposta scritta del fornitore con materiale, struttura, formato, quantità, prezzo e sua unità, tempi e condizioni di consegna e pagamento. Va letta voce per voce, perché è la base con cui poi si confronta la conferma d'ordine.
Materiale metallizzato, film o carta, con una microincisione in superficie che scompone la luce in riflessi iridescenti o immagini in rilievo. Si usa per decorare imballi ed etichette e come elemento anticontraffazione.
Film olografico con motivo continuo, privo delle linee di giunzione che compaiono a intervalli regolari quando il disegno nasce dalla ripetizione di uno stampo. Permette di coprire grandi superfici e di tagliare in qualsiasi punto senza segni visibili.
Immagine diffrattiva che cambia aspetto con l'angolo di osservazione, applicata a caldo o come etichetta sulla confezione. È difficile da riprodurre e può essere personalizzata o numerata, così da distinguere il prodotto originale da una copia.
Figura stilizzata che getta un rifiuto nel cestino: invita a non disperdere l'imballaggio nell'ambiente. È un messaggio generico di comportamento e non sostituisce le indicazioni su materiale e raccolta differenziata.
Profili di ondulazione che si distinguono per altezza e numero di onde per metro: la C è la più alta e dà più ammortizzazione e resistenza all'impilamento, la B è intermedia, la E è bassa e fitta e offre una superficie più adatta alla stampa.
Poliammide orientata, nota come nylon: film tenace, resistente a perforazione, urti e flessioni, con una discreta barriera all'ossigeno. Si usa nel sottovuoto di carni e formaggi e nelle buste sterilizzabili; assorbe umidità e va conservato con cura.
Capacità di un materiale di non lasciar vedere ciò che sta dietro o sotto. In carta e cartoncino evita che traspaiano la stampa sul retro o il contenuto; nei film bianchi coprenti protegge anche il prodotto dalla luce.
Coperchio flessibile saldato sul bordo del vasetto, in alluminio, plastica o materiali a base carta. Deve chiudere ermeticamente, proteggere il prodotto, staccarsi in modo pulito senza strapparsi e portare stampa e informazioni obbligatorie.
Ordine che fissa quantità complessiva, prezzo e periodo di validità, mentre le singole consegne vengono richiamate dal cliente quando servono. Permette al fornitore di programmare produzione e materie prime e al cliente di ridurre le scorte.
Stiratura controllata del film a temperatura adatta, che allinea le catene del polimero in una o due direzioni. Migliora resistenza, rigidità, trasparenza e barriera; se il film non viene stabilizzato con il calore, resta capace di ritirarsi, come nei film termoretraibili.
Reazione tra l'ossigeno e le sostanze aromatiche e grasse del caffè, che lo rende piatto o rancido. Si rallenta con materiali ad alta barriera, gas inerte o vuoto in confezione, valvola degasante e una chiusura efficace dopo l'apertura.
Insieme di imballo, grafica e funzioni che accompagnano un prodotto dalla produzione al consumo: protegge, conserva, permette trasporto e uso, informa e comunica il marchio. Indica anche il settore che lo progetta e lo produce.
Imballaggio pensato per prodotti di fascia alta, dove aspetto e sensazione al tatto contano quanto la protezione. Usa carte e cartoni speciali, nobilitazioni come stampa a caldo, rilievi e vernici selettive, e strutture rigide curate nei dettagli.
Elenco dei colli spediti con contenuto, quantità, pesi lordi e netti, dimensioni e marcature. Serve alla dogana per i controlli e al cliente per verificare la merce in arrivo; deve corrispondere a fattura e documenti di trasporto.
Nel linguaggio della stampa indica un colore a tinta piatta identificato da un codice in una guida cromatica di riferimento diffusa a livello internazionale. Si usa per i colori di marca, preparati come inchiostro dedicato invece che ottenuti in quadricromia.
Periodo dopo l'apertura: indica per quanti mesi un cosmetico si può usare in sicurezza dopo che la confezione è stata aperta. Si rappresenta con il simbolo di un vasetto aperto e il numero di mesi accanto.
Codici di identificazione degli imballaggi in carta: PAP 20 per il cartone ondulato, PAP 21 per il cartoncino e gli altri cartoni non ondulati, PAP 22 per la carta. Compaiono nell'etichetta ambientale per guidare la raccolta differenziata.
Raccolta digitale di dati su un prodotto, come materiali, origine, sostanze e riciclabilità, accessibile tramite un supporto di dati sulla confezione o sul prodotto. È prevista dalla normativa europea sulla progettazione ecocompatibile per le categorie che individua.
Distanza lungo la bobina tra l'inizio di una ripetizione grafica e l'inizio della successiva. Nella stampa da bobina corrisponde allo sviluppo della confezione e deve essere compatibile sia con il cilindro o la lastra di stampa sia con la confezionatrice.
Trattamento termico moderato, a temperature inferiori a quelle di sterilizzazione, che riduce i microrganismi e prolunga la conservazione. Se si fa dopo il confezionamento, l'imballo deve reggere calore, acqua e successivo raffreddamento.
Strato di rivestimento applicato sulla carta in cartiera o in trasformazione per dare proprietà barriera, come resistenza a grassi, umidità, ossigeno, oppure saldabilità. Tipo e grammatura del rivestimento influiscono sulla riciclabilità del materiale.
Polietilene, la plastica più usata negli imballaggi flessibili. Saldabile, tenace e buona barriera all'umidità ma scarsa all'ossigeno, è lo strato interno saldante di gran parte degli accoppiati e si usa da solo per sacchetti, buste e film.
Polietilene saldante, ottenuto con copolimeri o catalizzatori metallocenici, che inizia a saldare a temperature più basse di quello standard. Permette di aumentare la velocità della confezionatrice e di proteggere prodotti o strati sensibili al calore.
Polietilene pigmentato per renderlo coprente: il bianco dà un fondo uniforme per la stampa e nasconde il contenuto, il nero blocca la luce. Spesso si coestrudono insieme, bianco fuori e nero dentro, per proteggere prodotti sensibili alla luce.
Sistema internazionale di certificazione forestale che riconosce gli schemi nazionali di gestione sostenibile delle foreste. La catena di custodia certificata garantisce la provenienza delle fibre lungo la filiera e consente l'uso del marchio sull'imballaggio.
Caratteristica di una saldatura o di un coperchio che si apre staccando gli strati con una trazione controllata, senza strappi né attrezzi. Si usa su vaschette, coppette e buste e richiede un equilibrio tra tenuta in uso e facilità d'apertura.
Film di chiusura saldato sulla coppetta di budini e dessert, progettato per aprirsi con una trazione regolare senza strappi. Deve aderire al materiale della coppetta e resistere al riempimento a caldo o ai trattamenti termici previsti per il prodotto.
Le buste di snack sono gonfie perché contengono azoto, un gas inerte che prende il posto dell'aria e quindi dell'ossigeno. Protegge il prodotto dall'irrancidimento e fa da cuscino contro urti e schiacciamenti durante trasporto ed esposizione.
Carta molto raffinata e calandrata, liscia, semitrasparente e resistente ai grassi. Si usa in pasticceria e confetteria, come interfoglio, per finestre di buste e per incarti dove serve una carta leggera che lasci intravedere il contenuto.
Proprietà di un materiale di lasciarsi attraversare da gas, vapori o aromi per diffusione nella sua struttura. Dipende dal polimero e varia con temperatura e umidità; a parità di materiale, la quantità che passa diminuisce all'aumentare dello spessore.
Macchina con più tramogge di pesata che combina in pochi istanti le porzioni più vicine al peso richiesto. Si abbina alle confezionatrici di buste per snack, frutta secca, surgelati e caramelle e riduce il sovrappeso.
Peso di un singolo imballo finito, come una busta, un coperchio o un incarto, calcolato o pesato. Serve per costi, logistica, dichiarazioni ambientali e contributi sugli imballaggi, che si basano sul peso di ogni materiale.
Dati che descrivono quanto materiale contiene una bobina: il peso netto e i metri lineari avvolti. Legati da grammatura e larghezza, servono a verificare la resa, pianificare i cambi bobina e controllare le quantità consegnate e fatturate.
Peso lordo del pallet carico, materiale più base e imballo. Va tenuto entro i limiti del bancale, dei carrelli elevatori, delle scaffalature e del mezzo di trasporto; per le bobine cresce in fretta e va dichiarato sui documenti di spedizione.
Film di polietilene tereftalato orientato, trasparente, rigido, stabile nelle dimensioni e resistente al calore. Negli accoppiati è spesso lo strato esterno: si stampa con precisione, protegge la stampa e dà corpo alla confezione.
Film di PET rivestito sotto vuoto con un sottile strato di ossido di alluminio, trasparente e incolore. Offre barriera a ossigeno e vapore acqueo con il prodotto visibile e si usa anche in strutture per microonde, dove l'alluminio non è indicato.
Film in poliestere metallizzato color argento, laminato sul cartoncino per ottenere una superficie a specchio. Stampandoci sopra con inchiostri trasparenti e bianco coprente si ottengono effetti metallici su tutto l'astuccio o solo in alcune zone.
Film di PET su cui è depositato sotto vuoto un sottilissimo strato di alluminio. Aggiunge barriera a luce, ossigeno e umidità e un aspetto metallico, mantenendo rigidità e stabilità del PET; si usa per caffè, snack e prodotti secchi.
Film di PET pigmentato bianco e metallizzato su un lato. Unisce un fondo bianco coprente, su cui stampare senza effetto specchio, alla barriera del metallizzato; si usa quando si vuole un imballo bianco protetto da luce e ossigeno.
Film di PET metallizzato con una lacca colorata che dà al metallo una tonalità dorata. Si usa per incarti e confezioni di cioccolato, dolciumi e prodotti da regalo dove conta l'aspetto prezioso, con la barriera tipica del metallizzato.
Film di PET rivestito sotto vuoto con un sottile strato trasparente di ossido di silicio. Dà barriera a ossigeno e vapore acqueo lasciando vedere il prodotto, ed è compatibile con forno a microonde e metal detector, a differenza del foglio di alluminio.
Film di PET con un primer applicato in produzione, che migliora l'adesione di inchiostri, adesivi, metallizzazione o strati estrusi. A differenza del trattamento corona, che col tempo si attenua, l'effetto del trattamento chimico resta stabile.
Sostanze per- e polifluoroalchiliche, un'ampia famiglia di composti molto persistenti nell'ambiente, usati anche per rendere carte e cartoni resistenti a grassi e acqua. Il loro impiego negli imballaggi è oggetto di restrizioni e spinge verso barriere alternative.
Macchina che piega i fustellati e li incolla lungo le alette previste, consegnando gli astucci chiusi in piano e pronti per il confezionamento. Può realizzare incollaggi lineari, fondi automatici e chiusure più complesse.
Microforo nel foglio di alluminio sottile, dovuto alla laminazione o a impurità e spesso invisibile a occhio nudo. I microfori riducono la barriera, sono più frequenti negli spessori più bassi e l'accoppiamento con altri strati ne limita l'effetto.
Piccolo contenitore pieghettato in carta o alluminio in cui si mettono cioccolatini, praline, pasticcini o impasti da cuocere come i muffin. Separa i pezzi, li protegge e, nelle versioni da forno, resiste alla cottura.
Simboli di pericolo a rombo con bordo rosso previsti dal regolamento europeo CLP su classificazione ed etichettatura di sostanze e miscele. Servono su detergenti e profumatori per ambiente; i cosmetici finiti seguono invece una normativa propria.
Schema che stabilisce la posizione di ogni prodotto sullo scaffale: ripiano, numero di facce, ordine e spazio. Guida il punto vendita nell'esposizione e condiziona il formato dell'imballo, che deve stare nelle misure e presentarsi bene di fronte.
Imposta prevista in Italia sul consumo di manufatti in plastica con singolo impiego, compresi molti imballaggi. Soggetti obbligati, esenzioni, importo e decorrenza sono stabiliti dalla legge, che va verificata nella versione in vigore.
Due modi di accoppiare il film allo stampato: a caldo si usa un film già spalmato di adesivo che si attiva con calore e pressione, a umido si stende una colla liquida che poi asciuga. Cambiano resa, velocità e supporti adatti.
Applicazione di un film trasparente lucido, di solito in polipropilene, sulla superficie stampata di carta o cartoncino. Ravviva i colori, aumenta la brillantezza e protegge astucci, copertine e shopper da sporco, umidità e abrasioni.
Plastificazione con un film che porta un motivo olografico, cioè una microstruttura che scompone la luce in riflessi iridescenti variabili con l'angolo di osservazione. Si usa per effetti scenografici e talvolta come elemento anticontraffazione.
Applicazione di un film trasparente opaco sulla superficie stampata, che elimina i riflessi e dà un aspetto sobrio ed elegante. Protegge lo stampato e si abbina spesso a lucidi selettivi o a lamine per creare contrasto.
Plastificazione con film goffrato che riproduce la trama di una tela o di un tessuto. Dà allo stampato un effetto tattile e visivo materico, scelto per confezioni regalo, cofanetti e copertine dal tono artigianale o di pregio.
Agente che rappresenta più aziende contemporaneamente, di solito con prodotti complementari e non in concorrenza tra loro. Può offrire al cliente un interlocutore unico per più esigenze, mentre ogni rappresentata resta titolare dei propri contratti.
Polimero leggero, rigido e resistente al calore. Come film biorientato (BOPP) è trasparente, stampabile e stabile, adatto a snack, etichette e sovraincarti; come film cast (CPP) fa da strato saldante, anche in confezioni che vanno in autoclave.
Rivestimento di carta, cartoncino o alluminio con uno strato di polietilene fuso steso da una testa di estrusione. Rende il supporto saldabile e protetto da acqua e umidità, ed è il processo con cui si producono carte politenate e cartoncini per bicchieri.
Espressioni commerciali italiane sul costo del trasporto: in porto franco la spedizione è pagata dal mittente, in porto assegnato la paga il destinatario alla consegna. Non sono Incoterms e non dicono nulla sul passaggio del rischio.
Formaggi tagliati in spicchi, tranci, fette o cubetti e confezionati sottovuoto, in atmosfera protettiva o in vaschette chiuse da film. Il taglio espone il prodotto all'ossigeno: servono barriera, saldature affidabili e, spesso, un sistema apri e richiudi.
Numero di imballaggi ricavati da un singolo foglio o da una larghezza di bobina, disposti in modo da sfruttare al meglio il materiale. Più pose riducono scarti e costi unitari, ma richiedono fustelle e forme di stampa adeguate.
Film di polipropilene prodotto per colata su un cilindro raffreddato e non orientato, quindi morbido, trasparente e saldabile. Resiste al calore meglio del polietilene ed è lo strato saldante tipico delle buste sterilizzabili e dei confezionamenti a caldo.
Film di polipropilene a cui è accoppiata una banda di foglio di alluminio solo in una parte del formato, a registro con la stampa. Unisce trasparenza e saldabilità del PP alla barriera e alla tenuta della piega dell'alluminio dove servono.
Regolamento europeo sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio, che sostituisce la precedente direttiva e si applica direttamente in tutti gli Stati membri. Fissa requisiti comuni su riciclabilità, contenuto riciclato, riduzione degli imballaggi, riuso ed etichettatura.
Piccolo cioccolatino, spesso ripieno, venduto sfuso o in confezione. Si avvolge singolarmente in alluminio o film, oppure si posa in pirottini e vassoi termoformati, con imballi che lo proteggano da urti, calore, umidità e odori.
Medicinale allestito direttamente in farmacia dal farmacista, su ricetta o secondo la farmacopea. Usa contenitori standard come flaconi, vasetti e capsule, con un'etichetta preparata in farmacia con composizione, data e istruzioni.
Fase che prepara i file per la stampa: controllo, correzione, gestione del colore, trapping, imposizione e realizzazione di lastre, cliché o cilindri. Qui si intercettano gli errori prima che diventino costosi in macchina.
Incisione parziale o perforazione del materiale, fatta con laser o lame, che indebolisce una linea precisa e guida lo strappo. Facilita l'apertura di buste, sacchetti e astucci senza forbici e senza compromettere la tenuta prima dell'uso.
Incisione parziale fatta con il laser su uno strato del materiale, senza attraversarlo tutto. Guida l'apertura in linea retta o lungo un percorso preciso mantenendo la barriera della confezione; si usa per buste, coperchi e confezioni richiudibili.
Offerta scritta che indica prezzo, quantità, caratteristiche del materiale, tempi di consegna, condizioni di pagamento e validità. Per un imballo stampato dipende anche da numero di colori, impianti, lotto minimo e tolleranze di quantità.
Insieme di scelte che evitano di produrre un rifiuto prima che esista: eliminare componenti superflui, ridurre i materiali, progettare per il riuso. Nella gerarchia dei rifiuti viene prima del riciclo e del recupero.
Prezzo riferito a un chilo di materiale, tipico di film e accoppiati venduti in bobina. Per confrontare offerte diverse va trasformato in prezzo al metro quadrato con la resa: un materiale più economico al chilo può costare di più al m².
Prezzo riferito a mille pezzi, usato per articoli finiti come buste, sacchetti, astucci, pirottini ed etichette. Permette di calcolare subito il costo dell'imballo per ogni confezione venduta.
Prezzo riferito a un metro quadrato di materiale. È il modo più diretto per confrontare strutture diverse sulla stessa superficie, perché la confezionatrice consuma metri quadrati e non chili.
Strato sottile applicato su un supporto prima di inchiostri, adesivi, vernici o lacche termosaldanti, per migliorarne l'adesione. Nei coperchi pelabili e negli accoppiati aiuta a ottenere una tenuta costante e un'apertura regolare.
Linea di prodotti con il prezzo più basso della categoria, proposta dall'insegna o dal produttore. L'imballo punta su materiali e lavorazioni essenziali e su formati efficienti, senza rinunciare alla protezione del prodotto e alle informazioni obbligatorie.
File standard che descrive come un dispositivo o una condizione di stampa riproduce i colori. Serve a convertire immagini e grafiche in modo prevedibile tra monitor, prove colore e macchine da stampa, riducendo le sorprese tra file e stampato.
Capacità di un materiale di limitare il passaggio di ossigeno, vapore acqueo, aromi, luce o grassi tra l'interno e l'esterno della confezione. Si sceglie in base al prodotto e alla vita a scaffale richiesta, combinando strati diversi o rivestimenti.
Stampa di riferimento, su carta o su supporto certificato, che simula il risultato atteso della produzione in condizioni controllate. Il cliente la approva e in macchina diventa il termine di confronto per regolare i colori.
Controllo della tenuta di saldature e chiusure, in linea o a campione: in vasca d'acqua sotto vuoto, con misura della caduta di pressione o con rilevazione di un gas traccia. È decisivo per le confezioni in atmosfera modificata e sottovuoto.
Prova di laboratorio che simula il processo di riciclo in cartiera: spappolamento, separazione degli scarti, valutazione delle particelle adesive e dell'omogeneità del foglio ottenuto. Il risultato si usa per dichiarare la riciclabilità dell'imballaggio.
Prova in cui il prodotto confezionato viene conservato a temperatura e umidità più alte del normale per stimarne in meno tempo la durata. I risultati si ricavano con modelli di calcolo e vanno confermati con prove in condizioni reali.
Verifica che una confezione chiusa non abbia perdite o microfori, per esempio in immersione sotto vuoto o con la rilevazione di un gas. È essenziale per atmosfera protettiva, sottovuoto e liquidi, dove una perdita compromette il prodotto.
Test del materiale sulle macchine di confezionamento del cliente, in condizioni reali di velocità, temperatura e prodotto. Verifica saldature, scorrevolezza, tenuta e resa prima di passare alla produzione di serie o di cambiare fornitore.
Stampa di prova su plotter a getto d'inchiostro per controllare impaginazione, testi e ingombri e, se calibrata, avere un riferimento di colore. Nelle scatole indica anche il campione bianco tagliato al plotter per verificare misure e pieghe.
Applicazione di campioni di etichetta sulle bottiglie reali, prima della tiratura, per verificare forma, posizione, adesione e resa estetica. Conviene ripeterla in condizioni di freddo e umido, come in cantina o nel secchiello.
Compenso dell'agente di commercio, calcolato di norma in percentuale sul valore degli affari conclusi grazie alla sua attività o con clienti della sua zona. Il mandato ne stabilisce misura, base di calcolo e momento in cui matura e viene pagata.
Piccole interruzioni nelle lame della fustella che lasciano i fustellati uniti al foglio durante la lavorazione. Tengono insieme le pose fino alla sfridatura e alla separazione, e vanno dosati per non lasciare segni visibili sui bordi.
Marchio registrato che indica la partecipazione del produttore a un sistema di raccolta e recupero degli imballaggi in alcuni paesi europei. Non significa che l'imballaggio sia riciclabile né che contenga materiale riciclato.
Codice bidimensionale a matrice che contiene un indirizzo web o altre informazioni leggibili con lo smartphone. Può essere uguale per tutte le confezioni, stampato con la grafica, oppure diverso per ogni pezzo, stampato in linea per tracciabilità e servizi al consumatore.
Stampa con i quattro colori di processo ciano, magenta, giallo e nero, che sovrapposti a punti ricostruiscono immagini e sfumature. È la base della stampa di packaging, ma non riproduce tutte le tinte, come alcuni arancioni, verdi brillanti o metallizzati.
Struttura di quattro strati accoppiati, impiegata quando servono insieme stampa, barriera elevata, resistenza meccanica e saldabilità, per esempio in buste sterilizzabili o per prodotti pesanti o appuntiti.
Quantità di prodotto contenuta nella confezione, espressa in unità di massa o di volume, senza l'imballaggio. È un'informazione obbligatoria con dimensioni minime dei caratteri e deve stare nello stesso campo visivo della denominazione dell'alimento.
Raccolta dei rifiuti separati alla fonte per tipologia, come carta, plastica, vetro, metalli e organico. È il primo passo del riciclo: un'indicazione chiara sulla confezione aiuta a conferire ogni componente nel contenitore giusto.
Lama sottile, in acciaio o in materiale plastico, che rimuove l'inchiostro in eccesso dalla superficie del cilindro inciso o del rullo anilox, lasciandolo solo nelle celle. Regolazione e usura della racla incidono direttamente sulla qualità di stampa.
Documento emesso da un laboratorio con i risultati di analisi o test su un campione, il metodo usato e le condizioni di prova. Serve a dimostrare la conformità di un materiale, ad esempio per migrazioni, barriere o resistenze meccaniche.
Azienda per conto della quale l'agente di commercio opera, detta anche preponente o mandante. Produce e vende, fissa prezzi e condizioni, emette le fatture al cliente e riconosce all'agente le provvigioni sugli affari della sua zona.
Regolamento europeo su registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche. Nel packaging obbliga la filiera a conoscere e comunicare la presenza di sostanze soggette a obblighi nei materiali e negli articoli forniti.
Segnalazione formale con cui il cliente comunica al fornitore un problema su una consegna, come difetti, quantità errate o ritardi. Va documentata con lotto, foto e campioni, perché da essa partono l'analisi delle cause e l'eventuale rimborso.
Corrispondenza esatta tra le posizioni dei diversi colori stampati, e tra la stampa e le lavorazioni successive come taglio, fustellatura o saldatura. Un fuori registro si vede come contorni sfalsati, bordi colorati o grafiche spostate.
Immagine realizzata al computer che riproduce la confezione in modo fotorealistico, partendo da tracciato e grafica. Serve per presentazioni, siti e cataloghi prima che il prodotto esista, e per valutare l'effetto a scaffale delle diverse soluzioni.
Superficie di materiale che si ottiene da un chilo, pari a 1000 diviso la grammatura in g/m². Serve a trasformare un prezzo al chilo in un costo al metro quadrato e a confrontare materiali di spessore o densità diversi.
Condizione che stabilisce dove e quando la merce si considera consegnata, e quindi chi paga trasporto, assicurazione e dogana e chi ne sopporta i rischi. Nel commercio internazionale si esprime con un Incoterm seguito dal luogo convenuto.
Capacità di un imballaggio di sopportare la sterilizzazione in autoclave a 121 °C senza delaminarsi, deformarsi né perdere tenuta e barriera. È richiesta per buste e vaschette di piatti pronti, alimenti per animali e conserve a lunga durata.
Capacità di un'etichetta o di una stampa di non macchiarsi, sciogliersi o staccarsi a contatto con creme, oli, profumi e alcol. Si ottiene con film adatti, vernici protettive o laminazione e si verifica con prove sul prodotto reale.
Forza massima che un materiale sopporta quando viene tirato fino alla rottura, misurata su provini nelle due direzioni, longitudinale e trasversale. Indica la robustezza del film o della carta durante la lavorazione in macchina e nell'uso.
Capacità di un materiale di non lasciarsi attraversare o macchiare da oli e grassi. È fondamentale per carta e cartoncino destinati a prodotti fritti, da forno, alimenti per animali o formaggi, e si ottiene con trattamenti, rivestimenti o strati barriera.
Capacità di un materiale di sopportare alte temperature senza deformarsi, delaminare o aprire le saldature. Serve per riempimento a caldo, pastorizzazione, sterilizzazione, cottura in forno o al microonde e per la saldatura stessa.
Capacità di un materiale di restare flessibile e tenace alle basse temperature di frigorifero e congelatore, senza diventare fragile. Conta per surgelati e catena del freddo, dove urti e piegature su un film irrigidito possono causare rotture.
Prova in cui un dardo a punta semisferica cade da un'altezza stabilita su un film teso: si cerca la massa che rompe la metà dei provini. Indica la resistenza del film agli urti, utile per sacchi, buste pesanti e film da imballo.
Capacità di un materiale di opporsi alla piegatura. Nel cartoncino si misura come forza necessaria a flettere un provino di un angolo stabilito, nei film come tenuta a piegature ripetute senza crepe negli strati barriera.
Capacità di un materiale di resistere a una punta che lo spinge fino a bucarlo. È decisiva per prodotti con spigoli o parti dure, come pasta corta, ossa, chicchi o minuteria, e per le confezioni sottovuoto, dove il film aderisce al prodotto.
Pressione che un materiale sopporta prima di rompersi quando viene spinto da una membrana o dall'interno. Si misura su carta e cartone ondulato e, per le buste, come tenuta delle saldature alla pressione interna, per esempio negli urti o nei cambi di quota.
Forza necessaria a propagare uno strappo già iniziato in un film o in una carta. Conta sia per evitare rotture in macchina e nel trasporto sia per progettare aperture facili, che devono strapparsi nel modo e nella direzione voluti.
Capacità di un materiale di non alterarsi a contatto con il prodotto confezionato, come oli, acidi, alcol, profumi, oli essenziali o detergenti. Evita rigonfiamenti, delaminazioni, perdita di tenuta e passaggi indesiderati di sostanze.
Capacità di un imballo di sopportare temperatura e tempo di cottura senza deformarsi, scurirsi, cedere sostanze o perdere la tenuta. Si dichiara con limiti di temperatura e durata, da riportare nelle istruzioni per il consumatore.
Capacità di un materiale o di una confezione di mantenere forma, saldature e proprietà in un intervallo di temperature, dal freddo del surgelato al caldo di riempimento, cottura o sterilizzazione. Va sempre verificata nelle condizioni reali d'uso.
Aggiornamento della grafica o della forma di una confezione già sul mercato, che mantiene gli elementi riconoscibili della marca. Può richiedere nuovi file esecutivi, nuove lastre o cilindri e, se cambia il formato, verifiche sulle linee di confezionamento.
Trama di fili, per esempio in poliestere o fibra di vetro, inserita tra gli strati di un accoppiato di carta o film. Aumenta molto la resistenza a strappo e perforazione, utile per sacchi, coperture e imballi industriali pesanti.
Struttura di punti con cui la stampa traduce toni e sfumature, variando la dimensione o la frequenza dei punti. Tipo di retino, angoli e forma del punto influenzano nitidezza, uniformità e rischio di effetto moiré.
Etichetta applicata sul retro della confezione, accanto a quella principale. Ospita le informazioni obbligatorie, come ingredienti, avvertenze, lotto e codice a barre, e lascia il fronte libero per marchio e grafica.
Aggiornamento del prezzo secondo un meccanismo concordato, spesso legato all'andamento di polimeri, cellulosa, alluminio o energia. Indici, periodicità e soglie di intervento si scrivono nel contratto per evitare discussioni a ogni variazione di mercato.
Riavvolgimento del materiale su nuove bobine con lunghezza, diametro, anima e senso di avvolgimento richiesti dal cliente. Durante la ribobinatura si controllano difetti, giunte e tensione, perché la bobina si svolga in modo regolare sulla confezionatrice.
Confezione, di solito più leggera, che serve a riempire di nuovo un contenitore principale già in possesso del consumatore. È diffusa in detergenza e cosmetica, dove spesso si usano buste flessibili al posto di flaconi rigidi.
Supplier Corrective Action Request, richiesta formale inviata dal cliente al fornitore dopo una non conformità. Chiede di individuare la causa principale, attuare azioni correttive e dimostrare che il problema non si ripeterà, spesso con un rapporto strutturato.
Domanda formale di prezzo che il cliente invia al fornitore, con materiale, formato, quantità, stampa e condizioni di consegna. Più è completa, più l'offerta è precisa e confrontabile; i dati mancanti generano ipotesi e ritardi.
Imballaggio che si può conferire nella raccolta di carta e cartone e che la cartiera riesce a riciclare senza difficoltà. Dipende da contenuto di fibra, rivestimenti, adesivi, inchiostri e separabilità dei componenti, e si dimostra con prove riconosciute.
Capacità di un imballaggio di essere raccolto, selezionato e trasformato in nuova materia prima nei sistemi di riciclo esistenti. Dipende dal materiale, dalla combinazione di strati, inchiostri e adesivi e dall'esistenza di una filiera reale.
Riciclo in cui il materiale recuperato diventa un prodotto diverso da quello di partenza, spesso con requisiti meno severi. È comune per plastiche miste e carte, che trovano una seconda vita in altri settori.
Riciclo in cui il materiale recuperato torna a produrre lo stesso tipo di prodotto, per esempio da bottiglia a bottiglia. Mantiene alto il valore della materia, ma richiede flussi di raccolta puliti e ben selezionati.
Insieme di processi che scompongono le plastiche in monomeri o in materie prime di base, con depolimerizzazione, pirolisi o gassificazione. Può trattare flussi difficili per il riciclo meccanico; il contenuto riciclato si attribuisce spesso con il bilancio di massa.
Processo in cui i rifiuti vengono selezionati, lavati, macinati e, per le plastiche, fusi e rigranulati, senza modificare la struttura chimica del materiale. È il riciclo più diffuso e funziona meglio con imballaggi puliti e monomateriale.
Crescita dei cristalli di ghiaccio in un gelato o in un surgelato quando la temperatura oscilla, che rende il prodotto granuloso. Una chiusura ermetica e un riempimento senza vuoti limitano la migrazione di umidità e ne rallentano gli effetti.
Imballaggio o materiale da imballaggio di cui il detentore si disfa dopo l'uso, esclusi gli scarti di produzione. Rientra in una disciplina specifica che regola raccolta, recupero e responsabilità di produttori e utilizzatori.
Resistenza del cartoncino a piegarsi sotto una forza, misurata nelle due direzioni del foglio. Dipende soprattutto dallo spessore e dalla struttura degli strati e decide se un astuccio resta in forma, si impila bene e scorre senza problemi in macchina.
Lavorazione che, con uno stampo e un controstampo, solleva una parte della carta o del cartoncino sopra il piano della superficie. Dà tridimensionalità ed effetto tattile a loghi, scritte e decori, da solo o in registro con stampa o lamina.
Rilievo eseguito senza inchiostro né lamina, che solleva il supporto lasciandone intatto il colore. L'effetto è affidato solo alla luce e all'ombra del rilievo, ed è scelto per loghi e decori sobri ed eleganti.
Piano orizzontale di uno scaffale o di un espositore su cui poggiano i prodotti. Negli espositori in cartone va dimensionato per reggere il peso previsto senza flettersi, e la sua altezza rispetto allo sguardo influisce sulla visibilità dei prodotti.
Numero di punti per pollice di un'immagine o di un dispositivo di stampa, espresso in dpi. Le immagini devono avere una risoluzione adeguata alla dimensione finale, altrimenti in stampa appaiono sgranate o seghettate.
Indica quante volte, in un periodo, la scorta viene consumata e reintegrata. Una rotazione alta significa meno capitale fermo e meno materiale che invecchia; una bassa segnala scorte eccessive o articoli che rischiano di diventare obsoleti.
Stampa in cui l'immagine è incisa in piccole celle sulla superficie di cilindri metallici, che si riempiono d'inchiostro e lo trasferiscono sul supporto. Dà qualità alta e costante su grandi tirature, con costi d'avviamento elevati per i cilindri.
Formato in cui le etichette autoadesive arrivano su un supporto siliconato avvolto intorno a un'anima. Si definisce con diametro esterno, diametro dell'anima, numero di etichette e senso di avvolgimento, in base all'etichettatrice.
Sacchetto in film, trasparente o metallizzato e spesso stampato, in cui si chiude il dolce dopo il raffreddamento. Lo protegge da aria e umidità per conservarne morbidezza e profumo, anche prima di metterlo nell'eventuale scatola.
Grande sacco in accoppiato barriera, spesso con alluminio, che avvolge macchinari o componenti e viene saldato, a volte sotto vuoto. Con gli essiccanti all'interno mantiene un ambiente secco e protegge il contenuto dalla corrosione.
Piccola busta piatta monodose, di solito a 3 o 4 saldature, per piccole quantità di prodotto liquido, cremoso o in polvere. È diffusa per salse, cosmetici, campioni omaggio e prodotti farmaceutici.
Capacità di un materiale di unirsi a se stesso o a un altro con calore e pressione, formando una chiusura resistente e a tenuta. Dipende dallo strato saldante, dalla finestra di temperatura, dal tempo, dalla pressione e da eventuali contaminazioni.
Saldatura longitudinale in cui le due facce interne del film vengono unite tra loro, formando un'aletta che sporge dalla confezione. È robusta e richiede un solo lato saldante, ma consuma un po' più di materiale della saldatura sovrapposta.
Saldatura che chiude la parte inferiore della busta, dove si concentrano il peso del contenuto e le sollecitazioni delle cadute. Nelle buste con soffietto sul fondo ha forme particolari che permettono alla confezione di stare in piedi.
Saldatura che chiude i fianchi della busta lungo i lati verticali. Nelle buste piatte e stand up ne definisce forma e larghezza utile; la sua ampiezza e la sua tenuta influenzano la resistenza alle cadute e l'aspetto della confezione.
Saldatura progettata per non aprirsi: per separare i due strati bisogna strappare il materiale. Si usa dove serve la massima tenuta, mentre per l'apertura da parte del consumatore si prevedono intagli, pretagli, zip o zone pelabili.
Saldatura longitudinale in cui un bordo del film si sovrappone all'altro e la faccia interna si salda su quella esterna. Usa meno materiale ed è più piatta della saldatura a pinna, ma richiede che le due facce del film siano saldabili tra loro.
Le scaglie si ottengono macinando e lavando gli imballaggi raccolti; il granulo si ottiene fondendo, filtrando ed estrudendo le scaglie. Il granulo è la forma che i trasformatori usano più spesso, perché è omogeneo e si dosa facilmente nelle macchine.
Materiale e confezioni scartati durante la produzione: avviamenti, giunte, cambi formato, saldature difettose, stampa fuori registro. Si misura in percentuale sul consumo e incide sul costo reale dell'imballo più del solo prezzo al chilo o al metro quadro.
Scatola rigida che si apre come un libro, con il coperchio incernierato su un lato e unito al fondo da una copertina. Spesso ha una chiusura magnetica e si usa per confezioni regalo, cofanetti e prodotti di pregio.
Scatola in cartone ondulato da un unico foglio, con quattro lembi sopra e quattro sotto che si chiudono incontrandosi al centro. Corrisponde allo stile 0201 del codice FEFCO ed è la scatola da trasporto più diffusa, semplice e veloce da chiudere.
Scatola con un'apertura fustellata, spesso chiusa da un film trasparente, che lascia vedere il prodotto. Unisce protezione e visibilità; il film incollato va considerato quando si valuta la riciclabilità della scatola.
Scatola in cartoncino o cartone, spesso con maniglia e in forme diverse, che contiene il panettone già chiuso nel suo sacchetto. Deve reggere il peso, proteggere la cupola dallo schiacciamento e valorizzare il prodotto come regalo nelle ricorrenze.
Scatola in cartone o cartoncino per trasportare torte intere, spesso con finestra trasparente e chiusura a incastro. Deve avere altezza e rigidità adeguate per non toccare la decorazione e in genere arriva piana, da montare al momento.
Scatola che non si piega, costruita in cartone grigio spesso rivestito di carta stampata o pregiata. Si usa per regali, lusso, cosmetica ed elettronica, dove la solidità e la sensazione al tatto fanno parte del prodotto.
Documento previsto dal regolamento REACH per sostanze e miscele pericolose, come inchiostri, adesivi e solventi, con rischi, manipolazione, stoccaggio e primo soccorso. Non si applica agli articoli finiti come film e imballi.
Documento che descrive un materiale o un imballo con valori nominali e tolleranze: composizione, spessori, grammatura, proprietà meccaniche, barriera, saldatura e metodi di prova. È la base della specifica concordata tra fornitore e cliente.
Quantità di materiale tenuta in più rispetto al consumo previsto, per coprire picchi di domanda e ritardi di consegna. Per gli imballi stampati va dimensionata con attenzione, perché un cambio di grafica può rendere inutilizzabile la scorta residua.
Prova che misura la coesione interna di carta e cartoncino, cioè l'energia necessaria a separarne gli strati con il colpo di un pendolo. Un valore adeguato evita delaminazioni in fustellatura, cordonatura, incollatura e sulle macchine veloci.
Fornitore alternativo qualificato per lo stesso materiale, a cui si affida una parte dei volumi o che resta pronto a subentrare. Riduce il rischio di interruzioni di fornitura, ma richiede che le specifiche siano chiare e il materiale davvero equivalente.
Bilancia in linea che pesa ogni confezione in movimento e scarta quelle fuori dai limiti impostati. Serve a rispettare la quantità nominale dichiarata, a ridurre il sovradosaggio e a intercettare confezioni incomplete.
Fase in cui i rifiuti raccolti vengono separati per materiale e tipo in impianti dedicati, con vagli, lettori ottici e lavoro manuale. Un imballaggio che i lettori non riconoscono finisce spesso negli scarti anche se il materiale sarebbe riciclabile.
Orientamento con cui le etichette sono avvolte sulla bobina: verso l'esterno o l'interno, con la testa, il piede o un lato in uscita. Si indica con schemi standard e deve coincidere con l'etichettatrice, altrimenti l'etichetta si applica storta o capovolta.
Laminazione adesiva con colle fatte interamente di parte attiva, di solito poliuretaniche bicomponenti, senza solventi da far evaporare. Riduce consumi di energia ed emissioni, ma richiede attenzione ai tempi di reticolazione.
Prova di laboratorio che misura la forza necessaria a staccare tra loro gli strati di un materiale accoppiato, detta anche forza di adesione o di delaminazione. Verifica la qualità dell'accoppiamento e aiuta a prevenire distacchi durante l'uso.
Assegnazione a ogni singola confezione di un codice univoco, stampato e registrato in un sistema di verifica. Nei farmaci permette di controllare l'autenticità di ogni scatola fino alla farmacia e di contrastare la contraffazione.
Stampa serigrafica con inchiostri o vernici depositati in uno strato spesso, che si percepisce al tatto come un rilievo. Si usa per caratteri braille, effetti a goccia e dettagli tattili su astucci, etichette e cofanetti.
Trasferimento indesiderato di inchiostro o di altre sostanze dalla faccia stampata a quella opposta, quando il materiale è avvolto in bobina o impilato. È un difetto visivo ma anche un possibile rischio di migrazione verso il lato a contatto con l'alimento.
Materiale che si perde lungo la lavorazione: rifili ai bordi, scarti di avviamento, giunte, fine bobina e pezzi non conformi. Va considerato nel calcolo del costo, perché si paga il materiale acquistato e non solo quello che diventa imballo.
Imballaggio secondario progettato per andare direttamente sullo scaffale, facile da aprire, che mostra subito i prodotti e si riconosce al primo sguardo. Riduce i tempi di rifornimento nel punto vendita e aiuta a tenere ordinata l'esposizione.
Etichetta o nastro di garanzia che, una volta staccato, lascia sulla superficie o sull'etichetta stessa la scritta «VOID» o un altro motivo. Mostra in modo evidente se la confezione è stata aperta o manomessa e non può essere riapplicata senza lasciare traccia.
Pittogramma, spesso un fiocco di neve, che indica che il contenitore o la confezione è adatta alla conservazione in congelatore. Significa che il materiale è previsto per resistere alle basse temperature senza diventare fragile o perdere la tenuta della chiusura.
La «e» stimata indica che il preimballaggio rispetta le regole europee sulla quantità nominale e sui controlli statistici del riempimento. Accompagna l'indicazione della quantità e consente la libera circolazione della confezione nell'Unione.
Piega di materiale inserita sul fondo della busta che si apre con il riempimento e permette alla confezione di stare in piedi. È l'elemento che caratterizza le buste stand up, molto usate per snack, alimenti per animali, detergenti e ricariche.
Finitura con film o vernice dall'effetto vellutato, simile al tatto della buccia di pesca o della gomma morbida. Si usa su astucci, cofanetti e copertine di fascia alta per comunicare qualità già al primo contatto con la mano.
Limite di peso usato nell'etichetta ambientale degli imballaggi composti da più materiali non separabili a mano. Se i materiali secondari restano sotto il 5% del peso totale, l'imballaggio si identifica con il solo materiale prevalente; oltre, si usano i codici dei compositi.
Tracce dei solventi di inchiostri, vernici o adesivi che restano nel materiale dopo stampa e accoppiamento. Vanno ridotte al minimo e controllate con analisi gascromatografiche, perché possono dare odori e migrare nell'alimento.
Sostanze chimiche riconosciute come estremamente preoccupanti per la salute o l'ambiente e inserite in un elenco ufficiale aggiornato nel tempo. Chi fornisce un articolo che le contiene oltre la soglia prevista deve informarne il cliente.
Base rigida in cartone su cui si appoggia e si trasporta una torta, rotonda, quadrata o rettangolare. La superficie è spesso rivestita o metallizzata per resistere ai grassi e all'umidità della crema e per presentare il dolce in modo curato.
Tecnica che elimina l'aria dalla confezione prima della saldatura, così il film aderisce al prodotto. Riduce ossidazione e crescita dei microrganismi che richiedono ossigeno; richiede un film barriera resistente alla perforazione e prodotti che non temono lo schiacciamento.
Impostazione in cui un colore viene stampato sopra un altro senza svuotare l'area sottostante, come avviene spesso per il nero dei testi. Se applicata per errore cambia i colori o fa sparire elementi, quindi si controlla in prestampa.
Capacità di un materiale a base di carta di disgregarsi in acqua, nel pulper della cartiera, liberando le fibre. Film, patine e adesivi che non si disgregano formano scarti e riducono la quantità di fibra recuperata.
Distanza tra un'etichetta e la successiva sulla bobina, detta anche gap. Il sensore dell'etichettatrice la usa per riconoscere ogni etichetta, quindi deve essere costante e compatibile con la macchina.
Rapporto massimo di spazio vuoto ammesso dal regolamento europeo sugli imballaggi (PPWR) negli imballaggi multipli, per il trasporto e per il commercio elettronico. Lo spazio riempito con materiali di riempimento conta come vuoto; limite ed esclusioni li fissa il regolamento.
Documento con cui il cliente fissa i requisiti dell'imballaggio che acquista, come dimensioni, struttura, colori, prestazioni, tolleranze e modalità di consegna. Il fornitore la verifica prima di produrre e su di essa si basano controlli e collaudi.
Espositore che viaggia smontato e piegato, in poco spazio, e viene assemblato in negozio senza attrezzi. Riduce i costi di trasporto e di magazzino, ma richiede una struttura semplice e istruzioni di montaggio chiare.
Operatore che organizza il trasporto della merce per conto di chi spedisce: sceglie vettori e percorsi, prepara i documenti e spesso cura le pratiche doganali. Nelle spedizioni fuori dall'Europa è il riferimento per tempi, costi e documenti richiesti.
Lo spessore è la distanza tra le due facce del cartoncino, misurata in micron; la voluminosità è il rapporto tra spessore e grammatura. Un cartoncino più voluminoso dà più rigidità a parità di peso e può permettere di ridurre la grammatura.
Porzione di formaggio a pasta dura o semidura confezionata in una busta da cui si toglie l'aria prima della saldatura. Il film barriera aderisce al prodotto, ne rallenta il decadimento e lo protegge dalle muffe.
Capacità del materiale di mantenere le proprie misure al variare di umidità e temperatura. Nel cartoncino evita imbarcamenti e problemi di registro tra stampa e fustella; per questo si conserva e si lavora in ambienti a umidità controllata.
Formaggi a pasta dura o semidura con lunga maturazione, venduti interi, a tranci o grattugiati. Una volta tagliati vanno protetti da ossigeno, umidità e muffe con film ad alta barriera, sottovuoto o in atmosfera protettiva, resistenti anche agli spigoli della crosta.
Tecnica che trasferisce una lamina metallica o colorata sul supporto con un cliché riscaldato e pressione. Crea scritte, loghi e decori oro, argento o colorati, spesso abbinati al rilievo, su astucci, etichette e confezioni regalo.
Stampa che trasferisce l'immagine direttamente dal file al supporto, senza cilindri né lastre. È conveniente per tirature brevi, prototipi, versioni multiple e dati variabili, perché elimina i costi delle forme di stampa.
Stampa sulla faccia esterna del film, che resta a vista e non viene coperta da un altro strato. È più semplice della stampa interna accoppiata, ma richiede inchiostri o vernici resistenti allo sfregamento, al calore di saldatura e al prodotto.
Stampa sul secondo lato del supporto, il volta, dopo quella sul lato principale, il bianca, così che il materiale risulti stampato su entrambe le facce. Serve ad esempio per istruzioni all'interno di buste e astucci o per grafiche leggibili attraverso un contenitore trasparente.
Stampa indiretta in cui l'inchiostro passa dalla lastra a un cilindro rivestito in caucciù e da questo al supporto. È il sistema più usato per astucci in cartoncino ed etichette in foglio, con buona definizione su medie e grandi tirature.
Stampa eseguita sul lato interno di un film trasparente, con l'immagine a rovescio, che poi viene accoppiato a un altro strato. L'inchiostro resta protetto tra gli strati, senza contatto né con il prodotto né con l'esterno.
Spazio allestito che un espositore occupa in fiera per presentare prodotti e incontrare clienti. Nel packaging di solito ospita campioni, esempi di applicazione e un'area per gli incontri riservati.
Disegno in piano dell'imballaggio aperto, con le linee di taglio, cordonatura e incollaggio e la posizione della grafica. È la base per costruire la fustella e impaginare la stampa, e va approvato prima della produzione.
Busta monodose stretta e allungata, a forma di bastoncino, con una saldatura longitudinale e due trasversali. Si usa per zucchero, caffè solubile, integratori e polveri, perché richiede poco materiale e si apre facilmente con uno strappo.
Sottile strato di colla che tiene uniti i materiali di un poliaccoppiato. Quantità applicata, tipo di adesivo e tempo di maturazione influenzano la forza di adesione, la resistenza a calore e prodotti aggressivi e l'idoneità al contatto alimentare.
Strato saldante con una formula studiata per l'apertura facilitata, prodotto insieme agli altri strati del film per coestrusione. Permette di ottenere film pelabili senza applicare lacche, con una forza d'apertura costante.
Carta o film rivestito di silicone che protegge uno strato adesivo e se ne stacca senza sforzo né residui. Accompagna film e carte adesive usati per nobilitare, etichettare o proteggere superfici fino al momento dell'applicazione.
Congelamento rapido a temperature molto basse, che preserva struttura e qualità dell'alimento. L'imballo deve restare tenace al freddo, proteggere dalla disidratazione che causa le bruciature da freddo e reggere condensa e manipolazioni.
Attività che cerca nuovi clienti, mercati e opportunità per un'azienda, dall'analisi dei potenziali clienti fino al primo ordine. Nel packaging comprende contatti, visite, campionature e accompagnamento tecnico fino all'avvio delle forniture.
Dichiarazione nutrizionale obbligatoria per la maggior parte degli alimenti preconfezionati: energia, grassi, acidi grassi saturi, carboidrati, zuccheri, proteine e sale, riferiti a 100 g o 100 ml. Ha un formato e un ordine stabiliti dalla norma.
Piccolo rettangolo stampato a contrasto sul bordo della grafica e letto da una fotocellula sulla confezionatrice o sulla linea di taglio. Fa coincidere taglio e saldatura con la stampa, confezione dopo confezione; posizione e colore si definiscono con la macchina.
Operazione che divide la bobina madre, larga quanto la macchina da stampa o da accoppiatura, in bobine più strette della larghezza richiesta dalla confezionatrice. Precisione del taglio e posizione rispetto alla stampa sono essenziali per il buon funzionamento in linea.
Temperatura più bassa alla quale uno strato saldante forma una saldatura con una resistenza minima stabilita. Più è bassa, più la confezionatrice può lavorare veloce o con meno calore, a vantaggio di prodotti e strati sensibili.
Pittogramma dell'ombrello sotto la pioggia: il collo va protetto dall'umidità durante trasporto e stoccaggio. È importante per carta, cartone e materiali sensibili all'umidità, che possono deformarsi, perdere resistenza o cambiare stampabilità.
Forza con cui il film o la carta vengono tirati dalla bobina mentre la macchina li svolge. Deve restare costante: bobine avvolte troppo morbide, troppo dure o con bordi irregolari provocano oscillazioni, pieghe, rotture e problemi di registro.
Misura dell'energia della superficie di un film, espressa in dyne/cm o mN/m, che indica quanto inchiostri, adesivi e vernici riescano a bagnarla e ad aderire. Si controlla con inchiostri test e tende a calare nel tempo dopo il trattamento.
Resistenza della saldatura di una busta, di un film o di una vaschetta all'apertura sotto trazione, misurata con prove di laboratorio. Dipende da materiale, temperatura, pressione e tempo di saldatura e garantisce integrità e conservazione.
Condizioni concordate su quando e come il cliente paga: anticipato, alla consegna, con bonifico o ricevuta bancaria a un certo numero di giorni dalla fattura o a fine mese. Incidono sul prezzo e sul rischio di credito tanto quanto lo sconto.
Macchina che forma vaschette o alveoli da un film in bobina, li riempie e li chiude con un film saldato, in un'unica linea. Si usa per salumi, formaggi, carne e blister, anche sottovuoto o in atmosfera protettiva.
Chiusura di due materiali con calore e pressione, che fonde lo strato saldante e li unisce. È il modo in cui si chiudono buste, vaschette con film e blister; temperatura, tempo e pressione decidono la tenuta.
Valutazione affidata a un gruppo di assaggiatori addestrati per verificare che l'imballaggio non trasferisca al prodotto odori o sapori estranei. È richiesta soprattutto per alimenti delicati come cioccolato, acqua, latticini e prodotti da forno.
Area di esposizione all'estremità di una corsia di scaffali, ben visibile da chi percorre il corridoio principale. È tra gli spazi più contesi del punto vendita e si usa per promozioni, novità e prodotti stagionali.
Testi convertiti in forme vettoriali, così da non dipendere più dal font installato sul computer di chi apre il file. Evitano sostituzioni di caratteri in prestampa, ma rendono il testo non più modificabile.
Carta per le copertine del cartone ondulato prodotta in prevalenza da fibre riciclate. Costa meno e ha resistenze inferiori al kraftliner ed è la scelta più diffusa per le scatole di uso comune.
Strato di polimero adesivo usato nei coestrusi e nelle laminazioni per estrusione per unire materiali che da soli non aderiscono, come il polietilene con poliammide, EVOH o alluminio. Non si vede, ma senza di esso gli strati si separano.
Colore stampato con un inchiostro già miscelato nella tinta esatta, invece che ottenuto sovrapponendo i colori della quadricromia. Garantisce costanza ai colori di marca e permette tinte fuori gamma, come fluorescenti e metallici.
Il termine minimo di conservazione («da consumarsi preferibilmente entro») indica fino a quando l'alimento mantiene le sue qualità; la data di scadenza («da consumarsi entro») vale per i prodotti deperibili. Entrambi si stampano in linea, spesso accanto al lotto.
Scostamento ammesso rispetto al valore nominale di una misura, come spessore, grammatura, fascia o diametro. Va scritta nella specifica concordata, perché stabilisce quando una fornitura è conforme e quando si può contestare.
Percentuale di scostamento in più o in meno tra quantità ordinata e quantità consegnata e fatturata, accettata dalle parti. Esiste perché nella produzione in bobina non si ottiene mai esattamente la quantità ordinata.
Espositore verticale autoportante, alto e stretto, appoggiato a terra in negozio o in fiera. Serve a comunicare un marchio o una promozione e può avere ripiani o tasche per prodotti e depliant.
Capacità di ricostruire la storia di un lotto di imballaggi, dalle materie prime alla consegna, attraverso codici e registrazioni. Permette di isolare rapidamente un problema e di rispondere alle richieste di clienti e autorità.
Disegno tecnico che indica linee di taglio, cordonature, aree di incollaggio e finestre di una scatola o di un'etichetta sagomata. La grafica si costruisce sopra di esso, in un livello separato che non va in stampa.
Tecnica in cui lo strato di alluminio, metallizzato su un film di supporto, viene trasferito su carta o cartoncino con un adesivo, dopodiché il film viene staccato. Si ottiene un effetto specchio su un supporto che resta di carta.
Leggera sovrapposizione tra due colori adiacenti, detta anche abbondanza o sormonto, che evita filetti bianchi quando il registro si sposta. Si imposta in prestampa in base alla tecnica di stampa e al supporto.
Sistema di codifica in cui una testina riscaldata trasferisce l'inchiostro da un nastro al film o all'etichetta. Si integra sulle confezionatrici e dà codici, testi e codici a barre nitidi, purché nastro e superficie di stampa siano compatibili.
Quantità di gas che attraversa un'area definita di materiale in un tempo dato, a temperatura e umidità stabilite. Per l'ossigeno si parla di OTR, per il vapore acqueo di WVTR: più basso è il valore, più alta è la barriera.
Scarica elettrica ad alta tensione che ossida la superficie di un film plastico e ne aumenta la tensione superficiale. Rende il film adatto a ricevere inchiostri, adesivi e vernici, che altrimenti non aderirebbero bene.
Struttura di tre strati accoppiati, tipicamente uno esterno da stampa, uno intermedio di barriera e uno interno saldante, come PET/alluminio/PE. Si usa quando oltre alla saldatura serve protezione da luce, ossigeno o umidità.
Funzione aziendale che seleziona i fornitori, negozia prezzi e condizioni ed emette gli ordini. Per gli imballaggi lavora con qualità, produzione e marketing, perché il materiale giusto dipende da specifiche tecniche, macchine e grafica, non solo dal prezzo.
Valutazione periodica dei fornitori su indicatori come qualità, puntualità delle consegne, reattività, servizio tecnico e prezzo. Il risultato orienta la ripartizione dei volumi e i piani di miglioramento concordati con ciascun fornitore.
Analisi tecnica che verifica se un imballaggio, con tutti i suoi componenti, può essere riciclato nella pratica. Si basa su linee guida di progettazione e prove di laboratorio e indica che cosa cambiare per migliorare il risultato.
Valvola unidirezionale applicata sulla busta che lascia uscire l'anidride carbonica rilasciata dal caffè tostato senza far entrare aria. Evita il rigonfiamento della confezione e protegge l'aroma; si usa anche per altri prodotti che rilasciano gas.
Vaschetta o vassoio, spesso in cartoncino, con una parte trasparente che lascia vedere il prodotto. Unisce lo spazio di stampa del cartoncino alla visibilità del contenuto, utile per freschi, prodotti da forno e piatti pronti.
Vaschetta che resiste alla cottura o al riscaldamento nel forno tradizionale, nel microonde o in entrambi. Si realizza in cartoncino accoppiato a PET, in PET cristallizzato o in alluminio, e il campo d'uso va dichiarato dal produttore.
Vaschetta progettata per sovrapporsi in modo stabile ad altre già chiuse, grazie a bordi e fondi sagomati. Facilita stoccaggio, trasporto ed esposizione a banco; da vuote molte si incastrano l'una nell'altra per ridurre l'ingombro.
Le vaschette nere colorate con nerofumo assorbono la luce infrarossa usata dai lettori degli impianti di selezione, che spesso non le riconoscono e non le avviano al riciclo. Esistono pigmenti scuri alternativi pensati per essere riconosciuti.
Contenitore richiudibile, in plastica o cartoncino accoppiato, per confezioni di gelato da più porzioni. Deve reggere il freddo, la condensa e le aperture ripetute, mantenendo il coperchio ben chiuso nel congelatore.
Vaschetta ottenuta da un foglio di cartoncino fustellato, piegato e incollato agli angoli, spesso con hot melt. È semplice da produrre anche in piccole serie e si consegna piana o già montata, a seconda della linea del cliente.
Contenitore ottenuto scaldando un foglio di plastica e dandogli forma in uno stampo, per vuoto o per pressione. Si usa per carne, salumi, formaggi, frutta e piatti pronti, spesso chiuso con un film saldato sul bordo.
Vassoio ottenuto da cartoncino fustellato e piegato o pressato, spesso accoppiato a un film barriera per il contatto con gli alimenti. È un'alternativa alle vaschette in plastica per piatti pronti, prodotti da forno e freschi.
Vassoio in cartoncino, spesso con bordi rialzati e superficie dorata, argentata o bianca, su cui si espongono e si portano via pasticcini e dolci. Deve reggere il peso, resistere ai grassi ed essere adatto al contatto con alimenti.
Controllo che i codici stampati sulla confezione, come codici a barre, lotto e scadenza, siano corretti, leggibili e conformi. Si fa con lettori e telecamere in linea e, per i codici a barre, con verificatori che ne misurano la qualità di stampa secondo le norme.
Strato trasparente applicato sopra la stampa per proteggerla da sfregamento, umidità e graffi e per dare un effetto lucido, opaco o al tatto. Può coprire tutta la superficie o solo alcune zone e influisce su scorrevolezza e saldabilità.
Vernice testurizzata che dà alla superficie un aspetto e una sensazione granulosa, simile alla sabbia o alla carta abrasiva. Si applica a tutto campo o a zone, spesso in contrasto con parti lucide, per sottolineare marchi o elementi grafici.
Vernice che contiene particelle brillanti e crea un effetto scintillante, applicata di solito in serigrafia per ottenere uno spessore sufficiente. Si usa per edizioni speciali e ricorrenze; va valutata la compatibilità con l'uso e con il riciclo.
Vernice che rende la superficie stampata brillante e riflettente, intensificando la vivacità dei colori. Protegge la stampa e, applicata solo in alcune zone, mette in risalto logo, immagini o testi rispetto alle parti opache.
Vernice che dà alla superficie stampata un aspetto non riflettente, satinato o vellutato. Usata su tutta la superficie o in zone, crea contrasto con le parti lucide e comunica naturalezza; può attenuare leggermente la brillantezza dei colori.
Vernice che crea sulla superficie un effetto percepibile al tatto: morbido come velluto, gommoso, in rilievo o ruvido. Si stampa a tutto campo o a zone e aggiunge alla confezione una dimensione sensoriale oltre a quella visiva.
Vernice che indurisce all'istante sotto i raggi ultravioletti, applicata su tutta la superficie o solo su alcune zone. Dà effetti lucidi, opachi o speciali e protegge lo stampato; in serigrafia può creare anche uno spessore percepibile al tatto.
Verniciatura applicata solo su alcune zone dello stampato, lasciando libere le aree da non coprire, come quelle per incollaggi, codici, timbri o scritte a mano. Serve anche a creare contrasti tra parti lucide e parti opache.
Indica come la bobina deve svolgersi in macchina: stampa all'esterno o all'interno, testa o piede della grafica per primi. Si concorda con schemi di avvolgimento condivisi, perché un verso sbagliato rende la bobina inutilizzabile.
Resistenza dell'inchiostro a scorrere, che si controlla e si corregge durante la tiratura. Influenza quantità depositata, densità del colore, asciugatura e nitidezza: una viscosità costante serve a ottenere lo stesso colore dall'inizio alla fine.
Sistema di telecamere e programmi di analisi delle immagini che controlla in linea stampa, posizione dell'etichetta, codici, colori, chiusure e presenza dei componenti. Scarta in automatico i pezzi difettosi e registra i dati per la qualità.
Persona che visita la fiera per motivi di lavoro, registrata come operatore del settore: buyer, tecnici, responsabili marketing o di produzione. Si distingue dal pubblico generico e rappresenta il vero obiettivo degli espositori.
Approvazione finale e firmata della bozza, con cui il cliente autorizza la stampa e si assume la responsabilità del contenuto. Dopo il visto, ogni correzione comporta nuovi costi e nuovi tempi.
Periodo in cui un prodotto resta vendibile mantenendo qualità e sicurezza, detto anche shelf life. Dipende dal prodotto, dalla conservazione e dall'imballo, in particolare dalla barriera a ossigeno, umidità e luce e dalla tenuta delle saldature.
Indicatore del volume di acqua dolce usato, direttamente e indirettamente, per produrre un bene lungo tutta la filiera. Nel packaging riguarda soprattutto la produzione di carte e cartoni e le fasi di lavaggio e riciclo dei materiali.
White Lined Chipboard, cartoncino da fibre riciclate con il lato di stampa patinato bianco e il retro grigio o bianco. È diffuso per astucci di beni di largo consumo; per il contatto diretto con alimenti servono verifiche specifiche o una barriera.
Piccolo cartello fissato allo scaffale con un braccetto flessibile, che oscilla al passaggio delle persone. Attira lo sguardo su un prodotto, una novità o un prezzo proprio nel punto in cui il cliente sceglie.
Chiusura richiudibile con un piccolo cursore che, scorrendo, apre e chiude i profili della zip. È facile da usare anche per chi ha poca forza nelle mani e si trova su buste per alimenti per animali, surgelati, frutta secca e prodotti da usare più volte.
Chiusura richiudibile formata da due profili che si incastrano premendoli tra le dita. Si salda all'interno della busta, sotto l'apertura, e permette di conservare il prodotto dopo la prima apertura; è la soluzione richiudibile più diffusa.
Chiusura a pressione formata da due profili plastici che si incastrano, saldata all'interno della busta sotto il punto d'apertura. Permette di aprire e richiudere più volte la confezione, proteggendo il prodotto dopo il primo utilizzo.
Territorio o insieme di clienti affidato all'agente con il mandato. Può essere un'area geografica, un elenco di clienti o un settore, e stabilisce dove l'agente opera e su quali affari matura la sua provvigione.
Delta E, valore che esprime la differenza tra due colori misurati con uno spettrofotometro, calcolata nello spazio colore CIELAB. Più è basso, più i colori sono vicini; nei capitolati si usa per fissare la tolleranza ammessa rispetto al riferimento.
Nessuna parola trovata. Prova con un'altra parola o togli i filtri.